Il Ministro Gelmini è intervenuto di nuovo sulla vicenda della sanatoria delle liste elettorali del suo partito criticando una dichiarazione di Romano Prodi nella quale, a causa del decreto salva-liste, si definiva senza parole, impaurito e amareggiato.

La Gelmini risponde a Prodi con la seguente dichiarazione "Oggi anche Romano Prodi è intervenuto nella campagna a base di falsità che la sinistra sta conducendo contro il decreto del governo che garantisce la libertà di voto per i cittadini. Non accettiamo lezioni da chi, nel 2006, vinse a stento le elezioni, prevalendo per poche decine di migliaia di voti, al termine di uno spoglio molto dubbio su cui gravano molte ombre, durante una nottata che presentò un’evoluzione dei dati elettorali molto sospetta, dando poi al Paese un esecutivo traballante e incapace di prendere qualsiasi decisione. L’ex-premier oggi manifesta "paura" e "preoccupazione" ma, prima di impartire lezioni ad altri, forse lui e le forze politiche che, per due volte, l’hanno dapprima sostenuto e poi rovesciato, dovrebbero ricordare  le circostanze che li hanno mandati al governo"

 Le luci e le ombre.  In un ragionamento complessivo su quella che nella "vulgata" viene chiamata "riforma", tenderei, in primo luogo, a considerare i seguenti aspetti: 1) La riduzione del numero degli indirizzi. E’ una scelta di cui non va sottovalutata l’importanza. Gli indirizzi sono indubbiamente più numerosi di quanto si voglia far credere, ma una sforbiciata consistente c’è. Questa operazione ha ricadute positive dirette non tanto sulle scuole (dove pure si essenzializza l’offerta formativa in termini di core curriculum e si facilitano i passaggi tra istituti dello stesso tipo), quanto sulla struttura ministeriale (liberando risorse da investire, ad essere speranzosi e ottimisti, sui terreni giusti). In ogni modo, gli accorpamenti e le integrazioni previsti sono stati valutati positivamente dagli esperti di settore. E questo va salutato come un risultato positivo, considerati i livelli di litigiosità che sempre nel nostro paese contrassegnano scelte di una qualche rilevanza. 2) La riduzione del numero di ore.  Va considerata sotto due aspetti: quello didattico e quello sociale. Sotto il primo profilo la scelta non è negativa in sé, considerando anche il fatto che il tempo scuola (le ore effettive di insegnamento) non diminuisce. Anzi.

Premetto che mi auguro che "er pasticciaccio brutto" , come lo chiamano a Roma, della mancata accettazione delle liste PDL a Roma e del listino del celeste a Milano si risolva politicamente con la riammissione di tutti alla competizione elettorale di fine marzo : la sinistra o il centrosinistra dovrà attrezzarsi per vincere sul campo le competizioni elettorali e non a tavolino. 

Mi interessa, però, mettere in evidenza l’arroganza e la supponenza del PDL , che derivano dalla certezza di rappresentare il potere in quanto tale, considerando quella che è una regola da rispettare una formalità alla quale non debbono aderire gli unti del signore, eletti dal popolo sovrano!

Anche il nostro ministro, Mariastella Gelmini, si è inserita nel ginepraio delle dichiarazioni "a perdere" ed ha detto la sua : occorre badare alla sostanza, occorre una buona dose di flessibilità da parte dei magistrati, che si impantanerebbero in un mare di cavilli per far trionfare la burocrazia al posto della democrazia.

L'opinione

 Quattordici scrittori, la gran parte insegnanti, scrivono di scuola, su invito della Ediesse, casa editrice della Cgil, per dar vita all’antologia Consiglio di classe. Un’iniziativa simile è stata presa dalla regione Campania che ha promosso Tra i banchi, pubblicato in verità un paio di mesi dopo. Il risultato complessivo di Consiglio di classe è migliore, anche se il valore dei pezzi varia molto, com’è ovvio.

Albinati e Bajani ci presentano articoli scritti un paio di anni fa. Non potevano mancare i loro nomi, avrà pensato Filippo La Porta, il curatore dell'antologia. Raffaelli ci presenta ben tre articoli scritti dieci e passa anni, durante il governo D’Alema, per dimostrare che quella politica scolastica era affine alla politica scolastica del governo attuale. Se avesse speso del tempo per argomentare la tesi, sarebbe stato più efficace. Di Minervino è un lungo racconto di un docente universitario che non riesce a tenere chiusa la patta dei pantaloni. Imbarazzante. Divertente il titolo, Lezioni di antropologia.