Dopo le manifestazioni di piazza di questi giorni, la Gelmini s’è detta pronta ad ascoltare la protesta.
Per la prima volta ha ammesso i tagli: 80mila docenti e 45mila Ata in meno è il prezzo più alto pagato dalla scuola.
L’insegnamento della Musica è l’unica disciplina tolta dai Licei dalla sua riforma epocale.
Diceva Aristotele nel Libro VIII della Politica che “ non è facile stabilire l’importanza della Musica e neppure la ragione per la quale è bene praticarla”. Nonostante i suoi dubbi la poneva al terzo posto tra le materie con cui si suole impartire l’Educazione, dopo la Grammatica e la Ginnastica. La Musica può essere studiata per “diagoghè” e riposo, per dare sollievo all’animo (catarsi) o per accrescere la cultura della mente (funzione educativa ). Dal pensiero greco passando per Comenio, Lutero, Rousseau, Froebel fino alla Montessori, l’importanza della pedagogia musicale è arrivata fino ai giorni nostri. Nella secondaria superiore , appena uscita dalla nicchia dello scomparso Istituto Magistrale, la Musica s’era diffusa nei nuovi indirizzi sperimentali, dal socio-pedagogico al linguistico, per approdare persino all’indirizzo classico, aiutata in ciò dalle norme sulla flessibilità e sull’autonomia. Con la riforma Gelmini del 2009 sparisce la Musica dai Licei, compreso quello di Scienze Umane, per finire relegata nella riserva indiana dei Licei Musicali.
Eppure le motivazioni pedagogiche, didattiche e culturali che rendono attuali lo studio diffuso del linguaggio musicale e della Storia della Musica, al di fuori dei Licei Musicali, sono tante che val la pena tentare e non rassegnarsi alla sua sparizione. Han pensato così all’Istituto Virgilio di Milano e con non poco coraggio il Collegio docenti ha cercato con tutti i mezzi dati dal Regolamento sull’autonomia (Dpr.275/99) di tenere in vita l’insegnamento della Musica. Coraggio sofferto perché anno dopo anno l’insegnamento della Musica si va assottigliando sempre più, sino a scomparire del tutto con l’andata a regime della riforma in tutte le classi nel 2014 . La scelta al “Virgilio” è stata quella di compensare via via le ore mancanti di Musica, prendendole a prestito da altre discipline ( di solito spezzoni orario) nel limite del 20%, senza con ciò creare perdenti posto all’interno dell’istituto e lasciando fuori quelle discipline con esubero provinciale. Una scelta sin qui mostratasi lungimirante che ha consentito di proseguire in due indirizzi con l’insegnamento della Musica , sempre confermata dagli studenti: liceo Classico e Liceo di Scienze Umane. Un scelta che ha fatto del Linguaggio musicale un valore aggiunto, rinforzo all’apprendimento delle materie d’indirizzo, con argomenti interdisciplinari che stimolano e ampliano gli orizzonti culturali degli studenti. La sfida è riuscire a fornire agli studenti apprezzabili competenze anche musicali affinchè loro potranno essere liberi di scegliere nel seguire gusti ed interessi che i docenti hanno contribuito a formare. Privando gli studenti di una fetta della conoscenza qual è quella musicale, viene meno anche la loro libertà di scelta, dando invece questa libertà ad altri (tv , radio, you tube , case discografiche…) E’ questo il “vulnus” d’una riforma monca, nata con altre finalità (tagli) che toglie ai nostri studenti l’apprendimento della Musica, patrimonio inscindibile della cultura e dell’arte del nostro Paese. Perché la Musica non è “solo bel gioco di sensazioni” come sosteneva Kant ma è Arte completa e complessa che ci arricchisce culturalmente ed emotivamente e che sicuramente ci mette in contatto con “la nostra essenza più intima” (Hegel). E magari chissà, tra un pentimento e una protesta di piazza, se da parte della Gelmini o di chi verrà dopo di lei, non ci sia anche un ripensamento, favorevole al ritorno della Musica nei Licei. All’Istituto Virgilio ci sperano e fanno di tutto per tenerla in vita per i loro studenti. Perché han capito che la Musica non è solo valore aggiunto ma è Arte.
