Premessa

La recente proposta di legge (A.C. 3357), presentata alla Camera dalla Lega NORD, è indubbiamente una cosa poco seria, mascherata da una fraseologia pseudo giuridica che tenta di nascondere il totale rifiuto delle norme costituzionali e dello stesso stato di diritto, ma merita la dovuta attenzione sia sotto il profilo dei suoi contenuti e delle soluzioni che essi propongono, sia sotto quello del significato politico che tale iniziativa viene ad assumere nello schieramento di centro destra in un momento in cui le divisioni all’interno del Pdl, sul modo di realizzare il federalismo, sono molto accentuate.

La proposta non tratta solo del reclutamento, che in gran parte recupera da un testo presentato nel 2008 sia alla Camera che al Senato, ma in qualche modo propone una ipotesi di soluzione legislativa dell’attuazione del Titolo V in materia di istruzione alternativa all’Intesa ancora all’esame della Conferenza Stato-Regioni. In quanto tale l’iniziativa non è destinata ad avere un futuro iter parlamentare ma si propone da una parte di incidere nel rapporto negoziale che è già iniziato nel centro-destra sulle materie del federalismo fiscale e dall’altra di condizionare gli sviluppi del federalismo scolastico all’esame della Conferenza Stato Regioni.

Le due prospettive in buona parte si sovrappongono in quanto la legge delega 42/09 sul federalismo fiscale all’art.8 comma 1 lettera a) rinvia proprio all’Intesa che dovrà essere definita dalla Conferenza Stato Regioni il compito di definire le materie che dovranno essere trasferite e le relative modalità di finanziamento attraverso il nuovo assetto della fiscalità. Il pdl della Lega sembra ignorare tale percorso e se ne inventa un altro totalmente diverso, come se i modi di realizzazione del federalismo non fossero già stati oggetto di una specifica definizione legislativa. I livelli essenziali delle prestazioni, i costi standard, il trasferimento e il riordino della tassazione ecc. sono tutti aspetti e nodi che la proposta di legge, che sembra essere stata concepita 20 anni orsono, ignora totalmente. Si tratta da questo punto di una proposta puramente propagandistica messa sul piatto della contrattazione governativa e destinata alla lettura predicatoria nei bar e nei gazebo.

Questo non significa che le soluzioni in essa formulate non presentino profili di grande pericolosità che sarebbe grave sottovalutare come stanno facendo autorevoli commentatori, che sottolineano definitivamente il ruolo reazionario che questo movimento è venuto ad assumere nel paese. 

Infatti con le proposte indicate per il funzionamento del sistema scolastico, per la gestione delle scuole e del loro personale, per il suo reclutamento, vengono allo scoperto tutte le istanze reazionarie e clientelari di controllo politico sull’istruzione e di segregazione regionalista che abbiamo già visto all’opera, per aspetti gravi ma marginali, in vicende come quella di Ladro.

In ogni caso per il centro sinistra oggi la denuncia motivata di tali proposte e l’indicazione di una credibile alternativa, rappresenta un modo concreto di operare nei territori dove la Lega è presente ma anche un modo per entrare efficacemente nelle contraddizioni presenti nel campo della Destra.

Credo che a nessuno sfugga la forza che potrà avere nel Paese il rifiuto deciso e motivato di un progetto autoritario per l’istruzione che nega alla radice la scuola prevista dalla nostra Costituzione colpendo innanzi tutto la libertà di insegnamento.

 

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