Ha ragione Tiriticco. É a dir poco inquietante quello che oggi sta accadendo. Su diversi fronti. Solo apparentemente diversi che hanno delle ricadute sulla  quotidianità di noi tutti. La rivincita dei riformisti, così oggi il Ministro Tremonti  definisce  l’accordo siglato senza la Fiom  su Pomigliano.

Anche nel ventennio furono fatte molte riforme. Ma allora si aveva il buon senso di non invocare una parola come “riformismo”. Forse allora  non era  una parola “alla moda”.  Oggi ci si  appropria di concetti, di  procedure e molto altro, espropriandoli  del loro significato originale e autentico. Quasi sempre non si tratta di riletture e approfondimenti ma di vere e proprie manipolazioni. E come non parlare dell’attacco all’art. 41 della Costituzione.

Irene Tinagli, esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico, segnala sulla Stampa di oggi  che non c’è alcuna ragione per sostenere  che la competitività nel nostro Paese è frenata dalla nostra Carta Costituzionale. Le classifiche internazionali sulla competitività hanno alle spalle, sempre a detta della studiosa, Costituzioni, modelli di stato e di governo molto diversi. Da paesi liberali e liberisti a repubbliche  e monarchie. Non può che sorgere spontanea una domanda. Che forse la competitività dipenda da altri fattori?  Ed ecco il punto. La ricerca, la cultura, l’istruzione e una pubblica amministrazione efficiente e trasparente sono tra i fattori determinanti per la crescita di un paese nel lungo periodo.  E noi in Italia, in questi ultimi anni, stiamo  assistendo ad una umiliazione continua di questi settori. Smontare e penalizzare questi settori che sono gli assi portanti di un paese, non può che condurre ad un graduale degrado. La scuola ha subito questa sorte e nei prossimi anni potremo contare  i danni subiti. Altro che innalzamento dei livelli di apprendimento, della qualità del sistema di istruzione ecc. Tagliando risorse, demotivando docenti e tutti i soggetti che operano nel sistema, al  centro e in  periferia, si è continuato a svuotare il valore e il senso della funzione che ciascuno di loro è chiamato a svolgere. 

Il taglio indiscriminato dei fondi per l’istruzione, ad esempio, ha dominato gli interventi sulla scuola, ignorando l’ipotesi di un progetto serio  di riorganizzazione finalizzato sia al risparmio (perché no) ma anche e soprattutto al potenziamento della qualità dell’intero sistema,  dalla professionalità dei docenti agli apprendimenti degli allievi. 

 

La fenice