Organici potenziati: risorsa vera?

Come tutte le riforme della scuola, anche la 107 è al centro di molte polemiche, ma qui vorremmo analizzare uno dei pochi aspetti che registrano un ampio consenso: l’introduzione dell’organico potenziato.

 

La norma prevede come utilizzo prioritario l’impiego dei docenti in organico potenziato su supplenze brevi, fino a 10 giorni, questo riduce di molto l’impatto positivo dell’innovazione, dal momento che l’effettivo utilizzo di questi docenti sui progetti rischia di essere troppo frammentato. Quasi tutte le tipologie di progetto prevedono infatti percorsi precisi e la mancanza di continuità ne riduce notevolmente la qualità. Vediamo invece una modalità che risente in modo negativo delle interruzioni sotto l’aspetto quantitativo, ma in modo meno incisivo sotto l’aspetto qualitativo.

I docenti in organico potenziato possono essere affiancati ad alunni con difficoltà specifiche: scarsa propensione per una materia, periodo negativo a causa di problemi in famiglia, scarsa conoscenza della lingua italiana o disturbi specifici certificati. Un lavoro così mirato, su segmenti temporali limitati o temi precisi, consente un utilizzo molto flessibile che ha anche il vantaggio di risentire meno delle interruzioni dovute all’impiego del docente in supplenze brevi. Gli alunni in difficoltà possono essere portati in altro ambiente a recuperare degli argomenti, ma normalmente vengono aiutati in classe a capire le spiegazioni, a utilizzare strumenti compensativi come schemi o dispositivi elettronici, o semplicemente a prendere appunti: si tratta in parte di una professionalità da costruire, di un ruolo differente da quello standard, ma non meno fondamentale, in una scuola autenticamente inclusiva.

La flessibilità può essere sfruttata anche per lavori differenziati su gruppi che abbiano bisogni simili, questo consente alla classe di svolgere il normale lavoro curricolare senza rischiare di penalizzare chi fatica a tenere il ritmo. Anche per il gruppo esiste la possibilità di recuperare argomenti specifici, ma anche quella di svolgere esercizi con difficoltà ben calibrate o svolgere attività che rafforzino i punti deboli: coordinamento manuale, lettura, ascolto, drammatizzazione, comprensione di un testo.

Parafrasando Don Milani: la scuola può essere un ospedale che cura i malati senza sacrificare i sani.

Le possibilità di personalizzare la didattica utilizzando il potenziamento dell’organico sono molto varie, si tratta di un campo organizzativo da scoprire sperimentando, di una facile soluzione a tante difficoltà che prima erano quasi insormontabili, di una grande opportunità per venire incontro alle diverse esigenze degli alunni.

Allora sperimentiamo.

 

Antonio Re

Dirigente scolastico

dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”

di Sesto San Giovanni (MI)