La Buona Scuola tagli-ATA

Che la Buona Scuola di Renzi si fosse dimenticata del personale ATA  era chiaro ed evidente a tutti.La Legge 107/15 tra i tanti buchi ed amnesie ha tralasciato completamente di affrontare la questione del personale amministrativo,tecnico ed ausiliario.

 

Gli organici triennali dell'autonomia, con la novità dell'organico potenziato che  ha distribuito  48.812 posti comuni solo tra il personale docente, non ha riguardato affatto il personale ATA.

Il dualismo organico di diritto organico di fatto è rimasto intatto per il personale ATA.

Nessun recupero dei posti tagliati in tutti questi anni, nessun organico potenziato né funzionale.

Nel 2007/08 il totale degli alunni a livello nazionale  era di 7.742,294 con un organico  ATA  di 252.654 posti.  Dieci anni dopo,  mentre il totale degli alunni è aumentato a 7.816.408 i posti, invece, sono diminuiti a  203.456 (-49.198) .

I tagli però assumevano una caratteristica tutta particolare, avendo ereditato dai governi Berlusconii-Tremonti oltrecchè il blocco dei contratti anche il blocco degli organici.

Cosi i vari governi Monti-Letta-Renzi hanno messo in atto una strana compensazione sociale tra Nord e Sud in materia di organici. Al Sud che perdeva sistematicamente alunni e classi, anno dopo anno, Il Miur non ha applicato i tagli che effettivamente spettavano in proporzione mentre al Nord dove la popolazione scolastica era in costante crescita , non venivano dati i posti in modo adeguato. Cosi ci son stati al Sud meno tagli e al Nord meno posti.

La Lombardia nel 2007/08 aveva un organico regionale del personale ATA di  34.443 .                  Nel 2017/18,  nonostante l'aumento costante degli alunni, l'organico non solo non è aumentato in proporzione come avrebbe dovuto  ma è stato ridotto a 29.298 ( -5.145). Dai 29.044 del 2011/12  la crescita è stata lentissima nel triennio in cui l'organico nazionale è rimasto bloccato a 203.534.      Poi con lievi aumenti ma molto al di sotto di quelli spettanti, si passa da 29.025 nel 15/16 , a 29.131 nel 16/17 e a 29.298 nel 17/18.

Nè sorte migliore è toccata all'organico di fatto. L'adeguamento, anno dopo anno,  non ha mai recuperato i posti tagliati in organico di diritto. Addirittura per il 2017/18 non solo non si mantengono gli stessi posti in adeguamento dell'anno precedente ma si danno 78 posti in meno!

Si scarica ancora una volta sulle direzioni regionali la possibilità di concedere ulteriori posti in deroga il che sarà inevitabile visto che lo scorso anno ne sono stati autorizzati 3mila.

I posti aggiuntivi in adeguamento  per il 2017/18 sono  a livello nazionale 5.182.                          Qui la distribuzione è andata oltre agli incrementi della popolazione scolastica e ad ogni compensazione di ordine “sociale” tra nord e sud .

                         Mentre alla Campania vanno +1.298 posti e alla Sicilia +403, al Piemonte +531 e all'E.Romagna +583 , alla Lombardia vengono assegnati appena  +239 posti. Logiche politiche?     O meglio, logiche elettorali? Tutto è possibile, altrimenti non si spiegano talune disparità.

Anche sulle assunzioni in ruolo e sulle stabilizzazioni dei precari le differenze tra docenti e Ata operate dalla Buona Scuola rimangono abissali.

Nessun posto dell'organico di fatto è stato stabilizzato a fronte di oltre 16.500 supplenze annuali .

I pensionamenti sono stati 4.954 .Tolti i 1.546 posti di Dsga vacanti e disponibili, il governo ha varato un contingente di assunzioni in ruolo di 6.260 posti che copre il tur-over, ben al di sotto del 50% della disponibilità reale di funzionamento, lasciando oltre 15mila supplenti nella precarietà.

Se a tutto ciò vanno aggiunti l'impossibilità introdotta con la legge di stabilità del 2015 di sostituire con i supplenti  il personale temporaneamente assente e i nuovi gravosi compiti che vengono scaricati di continuo sulle segreterie, il quadro dell'emergenza ATA è completo.

Le risposte che vengono dalla politica si dimostrano ancora una volta insufficienti nonostante le proteste sindacali e la raccolta di oltre 60mila firme consegnate al governo.

Credo che , in assenza di risposte convincenti, diventi  inevitabile la mobilitazione della categoria a settembre. Non potrà mai esserci una Buona Scuola, se non si farà uscire il personale Ata dall'emarginazione, dopo anni di tagli e di soperchierie che hanno ridotto un'intera categoria  e con essa la scuola italiana al collasso .