De Mauro: Coscia (Pd), “perdiamo un punto di riferimento”

“Con la scomparsa di Tullio De Mauro non perdiamo solo un fine studioso ed un rigoroso intellettuale. Ci lascia un punto di riferimento che ha segnato la storia della scuola e dell’università italiana. Una delle figure più importanti della nostra cultura del Novecento. In tempi di riflessioni sulla cosiddetta post verità, tornano di estrema attualità le sue grida di allarme sull’ ‘analfabetismo italiano’ e sui pericoli di una ‘Repubblica fondata sull’ignoranza’. Ci troviamo di fronte ad una grave mancanza, ad un immenso vuoto”.

UIL: che accade ora dopo l'accordo di Natale

Ora che il primo passo è fatto, attenzione ai teorici delle scelte sbagliate etero dirette dall'alto, ai novelli economisti e ai neo liberisti che sul sistema scuola hanno pensato che si potevano risparmiare  fino a 17 miliardi di euro. Sottrarre soldi alla scuola italiana equivale a finire dopo la Bulgaria.

 

Mentre l'accordo politico con il ministro Fedeli è ancora fresco di inchiostro, i sostenitori della prima ora della cosiddetta 'buona scuola' tornano a voler ribadire le loro ragioni: sono quelli che teorizzavano la 'chiamata diretta' con la pretesa di costituire collegi dei docenti accondiscendenti e comunque da gestire con metodi poco democratici (teorizzati quelli ispirati ai metodi dei marines americani del don't ask, don't tell ) e dei novelli economisti che pensano di aver trovato la ricetta per risanare finanziariamente il Paese, in nome di una non meglio precisata libertà educativa.

 

I primi attaccano l'accordo perché consegnerebbe la scuola statale nelle mani dei docenti, i secondi vedono nei costi standard una misura salvifica anche per le malmesse casse dello Stato, sulla falsariga del modello sanitario nazionale (misura più invocata che attuata), per un mal celato desiderio di sempre maggiori risorse al sistema delle scuole private.

 

Insomma una scuola fatta di procedure burocratiche e con il pericolo concreto di indottrinamento, senza dire che sottrarre 17 miliardi al sistema scolastico italiano equivarrebbe ad entrare nel novero dei paesi sottosviluppati, visto che già oggi tra i paesi dell'OCSE siamo ultimi insieme alla Bulgaria per spesa di istruzione - è quanto si legge in una nota che il segretario generale della Uil Scuola ha inviato agli iscritti perché, spiega, non bisogna lasciare il campo alle polemiche ma, sollecitare un dibattito sul merito, piuttosto che sugli schieramenti.

 

Molto realisticamente - scrive Turi - siamo in presenza di un primo buon accordo che, senza voler restaurare nulla, mette in pratica, finalmente, un dialogo tra le parti aperto al confronto.

 

Appare sterile, oltre che anti storico, tentare di contrabbandare come posizioni neo riformiste le vecchie e sempre più inattuali visioni di quel modello di scuola duale bocciato dalla Costituzione e dal Paese reale.

 

L'accordo ci mette, ulteriormente, al riparo da questi pericoli per il semplice fatto che la filosofia che lo sostiene è chiara: fare funzionare sempre meglio il sistema scolastico italiano che ha dimostrato di saper competere con gli altri sistemi e, affidarsi ai docenti liberi da condizionamenti e motivati, ne è l'antidoto migliore per fermare derive regressive.

 

Sarebbe più produttivo - si legge nelle valutazioni conclusive del documento - dopo aver colto il volere dei lavoratori della scuola e dei cittadini di questo Paese, lavorare sulla continuità di questi valori, perfezionando e migliorando il modello di scuola pubblica statale in essere.

 

L’incontro tra la ministra e Maddalena Gissi: aperture al metodo del confronto e nelle relazioni sindacali

Si è svolto, oggi pomeriggio al Miur, in un clima positivo e sereno, un primo giro di incontri tra la ministra Fedeli e le organizzazioni sindacali della scuola. La ministra ha dimostrato propensione all’ascolto e ha dichiarato la propria disponibilità alla risoluzione delle problematiche aperte.
Tra le prime richieste della Cisl Scuola al neo ministro quella di operare in modo da rassicurare il personale scolastico dopo lunghi mesi vissuti in un clima surriscaldato a causa dalle novità negative introdotte dalla legge 107 e anche dalle ultime leggi di stabilità, con un avvio di anno scolastico segnato come non mai da difficoltà e disfunzioni di vario genere.
A tal proposito, la prima occasione da cogliere è quella di arrivare alla sottoscrizione di un contratto sulla mobilità che sani le storture più evidenti di una procedura farraginosa, con la quale si sono colti fin troppo bene gli effetti penalizzanti per il personale, mentre sono rimasti del tutto vaghi, se non incomprensibili, i presunti vantaggi per le scuole.
E’ stato evidenziato alla ministra che è necessario ripristinare un clima concreto e di fiducia anche con le famiglie, per un reale e tranquillo scambio tra la scuola e i suoi utenti in un sistema che vogliamo continui a reggersi su principi di collegialità, cooperazione e condivisione, fattori indispensabili per assicurare un’offerta formativa di qualità. Il segretario generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, ha sottolineato altresì l’eccessiva burocratizzazione (al limite della “molestia”) del lavoro amministrativo nelle istituzioni scolastiche con pesanti ricadute su dirigenti e personale ATA, personale quest’ultimo spesso sottodimensionato e impossibilitato dalla normativa ad essere sostituito.
Durante il confronto è emersa la necessità di avviare ulteriori approfondimenti in merito alle deleghe previste dalla legge 107, a partire da quella sul reclutamento che assume per i contenuti specifici una particolare importanza per i precari in attesa di risposte.
Da ultimo, è stata richiamata dalla stessa ministra l’importanza dell’Intesa firmata il 30 novembre sui contratti pubblici, passaggio indispensabile per un rinnovo atteso ormai da anni, essenziale e fondamentale per la qualità del lavoro di tutto il personale scolastico. La Cisl Scuola ha chiesto, pertanto, di procedere speditamente nel solco dell’Intesa, sollecitando al più presto l’emanazione dell’Atto di Indirizzo propedeutico all’inizio della vera e propria tornata contrattuale.

Superare la legge 107/15, rinnovare il contratto, eliminare il precariato

Per la FLC CGIL è indispensabile superare la legge 107/15 nelle parti che, già attuate, non hanno fatto altro che peggiorare le condizioni di lavoro nella scuola, rinviare i termini di scadenza delle deleghe contenute nella stessa legge, aprire un vero confronto.
Il fallimento della legge 107/15 è un dato della realtà.
L’ideologia regressiva che ispira la chiamata diretta e il ruolo improprio affidato alla dirigenza non poteva che portare a questi esiti: ne sono una evidente dimostrazione le reazioni negative da parte delle scuole tuttora alle prese con la difficile gestione della didattica e dell’organizzazione del servizio. Il movimento contro la legge, le quasi 500 mila firme raccolte per i nostri referendum e il chiaro posizionamento del mondo della scuola nel referendum del 4 dicembre sono un segnale chiarissimo.
Non solo, ma anche la marginalizzazione degli organi di autogoverno e l’annichilimento della contrattazione sono state scelte con tutta evidenza sbagliate. Come è stata una scelta sbagliata il nuovo sistema di valutazione della dirigenza scolastica che, istituito al di fuori del Contratto dell’Area V, risulta inefficace, autoritario e dannoso per la stessa autonomia professionale dei dirigenti scolastici.
Riconoscere gli errori è segno di responsabilità e modificare le scelte sbagliate ne è la naturale conseguenza.
Pertanto superare la legge 107/15 e rinviare i tempi di attuazione delle deleghe sono i segnali concreti e immediati che si aspettano migliaia di docenti, dirigenti e Ata.
Su bonus premiale, mobilità, assegnazione dei docenti alle scuole e formazione va ripristinata la potestà negoziale per dare senso e consistenza all’accordo siglato il 30 novembre 2016 tra sindacati e governo sul rinnovo del Ccnl.
In questo quadro il contratto sulla mobilità del personale costituisce il primo banco di prova per verificare la disponibilità del governo ad ascoltare la voce della scuola.
Serve attenzione a tutte le emergenze a partire dal personale ATA e dal precariato su cui serve un confronto specifico.
Condividere questo patto metodologico è il primo segnale che ci è stato dato oggi dalla Ministra Fedeli, per costruire quel percorso di condivisione che da tempo chiediamo ai Ministri dell’Istruzione e che anche ora avanziamo alla nuova responsabile che si è appena insediata in Viale Trastevere.

Cordialmente
Ufficio stampa FLC CGIL

Bonus docenti: a rischio l’erogazione per colpa delle decisioni MIUR

Abbiamo appreso dalle scuole che il MIUR, da un lato assegna solo l’80% del bonus docenti 2015/2016 e, dall’altro, che esso verrà erogato solo se le segreterie riusciranno a inserire i dati, in una vera e propria corsa contro il tempo e contro le disfunzionalità del sistema informativo ministeriale, entro il 22 novembre 2016.

 

Noi, che già non vedevamo ragioni sufficienti (i ricorsi pendenti) per erogare il 20% in meno di quanto spetta ai docenti, ancora di più adesso riteniamo inaccettabile che si operi in tal modo: dandone comunicazione alle scuole nel tardo pomeriggio del venerdì ed essendo il sistema informatico non funzionante, ancora a metà giornata del lunedì 21 novembre, ai fini della trasmissione dati per cui le scuole sono tuttora bloccate nella loro operatività specifica.

Non si pensi di scaricare, con questo modo di operare, indeciso dilatorio burocratico, le responsabilità sulle segreterie scolastiche.

 

Chiediamo fin da subito che alle scuole sia concesso di lavorare in tranquillità e che si creino le condizioni affinché in ogni caso sia garantita la remunerazione spettante ai docenti scongiurando il pericolo che si prospetta, e cioè che con l’impossibilità di effettuare pagamenti dopo il 22 novembre i docenti, per i meccanismi di finanza attualmente previsti, debbano percepire il salario accessorio del bonus a marzo o aprile dell’anno prossimo.

 


Ufficio stampa FLC CGIL
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