Valeria Fedeli: fondamentale il sostegno partecipato ai processi di innovazione

Sono qui soprattutto per ascoltare le osservazioni poste dagli studenti, credo che tenere conto del loro punto di vista sia fondamentale per il governo della scuola pubblica”. Così ha esordito Valera Fedeli, ministra dell’istruzione, nel suo intervento alla giornata di incontro e dialogo con gli studenti promossa dalla Cisl Scuola. “Oggi pomeriggio – ha proseguito - farò una conferenza stampa per chiarire ancora una volta il senso dell’ alternanza scuola lavoro: deve essere chiaro che l’ASL è un’innovazione che riguarda in primo luogo la didattica, deve essere un modo nuovo per imparare, per affrontare le discipline, e in questo senso vanno intesi anche gli spazi di condivisione che si aprono verso il mondo del lavoro. So che ci sono aziende che non han ben capito la mission a cui sono chiamate a rispondere, tentando addirittura di farsi pagare per accettare i ragazzi in ASL. Chi viene a conoscenza di ciò deve andarlo a denunciare alla procura della repubblica”.

Fondamentale il sostegno in termini di partecipazione ai processi di innovazione, che non possono mai essere calati dall’alto. Da qui l’importanza di momenti di confronto come questo”, ha concluso la ministra. 

CISL E STUDENTI DOMANI A CONFRONTO SU SCUOLA E LAVORO

Sono molto disponibili a spostarsi dal luogo di residenza, ma si aspettano per la loro vita un lavoro stabile. Questo il dato che emerge da un’indagine condotta dalla Cisl Scuola in preparazione dell’iniziativa “Giovani, scuola, società, lavoro”, un momento di incontro e dialogo con gli studenti in programma domani, 28 marzo, a Roma presso l’ITIS Galilei con inizio alle ore 9,30. Prontissimo a spostarsi in cerca di lavoro il 66% dei ragazzi intervistati (alunni del quarto o quinto anno delle superiori), poco disponibile il 33%, solo l’1% afferma di non volersi allontanare. Ma ad aspettarsi di cambiare lavoro più volte nella sua vita è solo il 13%: prevede di farlo una o due volte il 29%, tutti gli altri (ben il 58%) si attendono un lavoro stabile. Considerano il lavoro una necessità e un diritto, ma soprattutto un fattore di autorealizzazione personale. Si dividono pressoché in parti uguali tra quanti pensano a un lavoro dipendente e quanti aspirano a un’attività di tipo autonomo o imprenditoriale. Guardano con fiducia al loro futuro, talvolta con entusiamo, ma non nascondono anche incertezze e a volte paura. Aspirazioni, attese e preoccupazioni saranno al centro del dialogo che avrà per protagonisti gli studenti di alcuni istituti romani e alcuni autorevoli esponenti del mondo accademico e sindacale, portatori di conoscenze ed esperienze utili per l’esplorazione dei complessi intrecci che legano, o dovrebbero legare, i percorsi di studio e le aspettative di lavoro delle giovani generazioni.

A confrontarsi con gli studenti, col coordinamento della giornalista Claudia Fusani, saranno Leonardo Becchetti, docente di economia a Roma Tor Vergata, particolarmente impegnato sul versante della finanza etica e della responsabilità sociale di impresa, Alberto Felice De Toni, professore di ingegneria economico – gestionale, Magnifico Rettore dell'Università di Udine, segretario della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Marco Bentivogli, segretario generale della FIM, il sindacato dei metalmeccanici della CISL. Sarà Maddalena Gissi, segretaria generale della CISL Scuola, a introdurre i lavori, le cui conclusioni sono affidate alla segretaria generale della CISL Annamaria Furlan. Interverrà nel corso dei lavori la sen. Valeria Fedeli, ministra dell'istruzione, università e ricerca, che ha più volte richiamato la centralità da assegnare alle problematiche della realtà giovanile e l'importanza che in tale ambito riveste il tema del rapporto fra scuola e lavoro.

L’iniziativa del 28 marzo si inquadra in un più ampio progetto che la Cisl Scuola intende promuovere, finalizzato a rafforzare l’attenzione e l’impegno educativo da porre sulle tematiche riguardanti la complessità del mondo giovanile, sulle responsabilità sociali che ne conseguono e sui percorsi che possono favorire, a partire dal ruolo svolto dal sistema scolastico e formativo, un fecondo dialogo intergenerazionale.

Vertenza mobilità docenti 2016/17: il giudice ordina al MIUR di rilasciare l’”algoritmo”

Il Tar Lazio dà ragione a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal che insieme avevano presentato ricorso contro il Miur per non aver fornito gli atti da cui poter desumere la procedura (l’algoritmo) in base alla quale sono state effettuate le operazioni di mobilità dei docenti per l’a.s. 2016/17. I giudici amministrativi hanno ordinato al Miur di rilasciare alle organizzazioni sindacali ricorrenti “copia dei cd. codici sorgente del software dell’algoritmo di gestione della procedura della mobilità dei docenti per l’a.s. 2016/2017 di cui all’O.M. M.I.U.R. n. 241 del 2016 nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla notifica a cura di parte”.

I segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola e Snals Confsal esprimono grande soddisfazione per la vittoria riportata sul piano legale. "È questo un primo risultato positivo della battaglia che abbiamo portato avanti per fare piena luce sull'applicazione errata del Ccni sulla mobilità. Finalmente si apre una strada di verità che potrebbe rendere giustizia a migliaia di docenti, vittime incolpevoli degli errori dell'amministrazione"

Francesco Sinopoli - F CGIL   

Maddalena Gissi - Cisl Scuola   

Giuseppe Turi - UIL Scuola RUA     

Lettera a De Filippo

Gent.mo Sottosegretario DeFilippo,

 i docenti delle GAE La ringraziano infinitamente per aver spiegato con estrema chiarezza e semplicità le problematiche della scuola e dei docenti venutesi a creare in molte Regioni meridionali a seguito all' applicazione della recente riforma scolastica. Le sue parole riconducono ad una visione obiettiva della realtà fin troppe volte offuscata da opinioni confuse, spesso imprecise o volutamente distorte. Leggere che "l’adesione alla fase nazionale di assunzione era volontaria, per cui i docenti hanno scelto liberamente, sapendo che l’assunzione sarebbe potuta avvenire su tutto il territorio della penisola" e che “si poteva non aderire alla fase nazionale di assunzione, rimanendo iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento della propria regione” conferma e dà voce a ciò che noi docenti GAE affermiamo da tempo attraverso appelli inascoltati. Infatti, a conferma di quanto Lei dichiara, si richiama la Legge 107/15 e la FAQ n.10 ministeriale (consultabile sul sito internet dedicato al Piano straordinario di assunzione) nella quale si affermava che i docenti che non avessero presentato domanda sarebbero rimasti "iscritti nelle graduatorie fino al loro esaurimento". Ognuno ha scelto liberamente assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e dei rischi che quelle scelte avrebbero comportato. Nella FAQ n.18 si avvertiva che " i primi scorrimenti nelle graduatorie ad esaurimento che eventualmente rimarranno in vigore dopo il piano straordinario potrebbero non avvenire prima del 2017/2018", rischio che noi docenti in GAE abbiamo accettato. Per tutto questo e per ciò che abbiamo subito (Emendamento Puglisi, sblocco vincolo triennale, assegnazioni provvisorie anche per il prossimo anno), tutte modifiche alla Legge concesse a posteriori, noi docenti Gae chiediamo la nostra stabilizzazione.

La ringraziamo per aver preso a cuore la situazione e le preoccupazioni di tanti docenti precari ancora nelle Gae! Si attende con speranza l'accordo tra il Mef e il Miur circa la trasformazione dell'organico di fatto in diritto poiché sia i docenti ancora in Gae che i docenti di ruolo immessi sul territorio nazionale attraverso il Piano straordinario di assunzioni potranno trarre beneficio nel rispetto delle percentuali previste. Tuttavia siamo qui a richiederLe ancora la Sua attenzione in merito ad alcuni temi non affrontati ed emersi recentemente.

Il T.U. n. 297/94, art. 399 comma 2 prevede che, a GM esaurite, gli eventuali posti residui vadano alle GAE. Invece con la nuova delega si cancella unilateralmente tale diritto prescritto per legge e si destinano quei posti agli IDONEI che la Legge inizialmente limitava a una percentuale del 10% (rif. Legge 107/15, Art.1 comma 113 lettera g). Tutto questo porta ad una sola conseguenza: tempi più lunghi per l'immissione dei docenti precari storici delle GAE. Ancora, con la creazione di una graduatoria regionale, una volta esaurite le GM non si prevede l'esaurimento delle Gae residue, a cui spetta il 50% dei posti, ma le stesse concorreranno con una nuova graduatoria regionale in cui saranno inclusi i docenti di 2a fascia delle GI che potrebbero quindi avere il ruolo anche prima dei docenti di 1a fascia delle GI ossia dei docenti delle Gae che hanno la priorità!!!

Ancora si assisterà all'ennesima beffa a danno dei docenti delle Gae!! Tuttavia ciò si potrebbe evitare esaurendo, a GM esaurite, PRIMA TUTTE LE GAE e successivamente creando questa graduatoria regionale per i docenti di 2a fascia. La graduatoria regionale non si dovrebbe costituire in quelle Regioni soprattutto al Meridione in cui si registrano ancora tanti docenti in Gae. Ad es. In Puglia ci sono circa 5500 docenti ancora in Gae (tale cifra è effettiva ed è stata calcolata eliminando i nominativi "duplicati" ossia i docenti con più abilitazioni).

Infine (ma non di minore rilevanza) c’è la questione dell’inserimento in GaE dei diplomati magistrali ante 2001. Troviamo profondamente ingiusto l’atteggiamento di chi sta tentando con tutti i mezzi possibili di equiparare il percorso di chi ha la laurea , con quello di chi è in possesso del solo diploma. Non troviamo corretto consentire l'accesso al ruolo con il solo titolo magistrale. Se le “code” per le GaE sono incostituzionali, confidiamo comunque che assieme ai suoi colleghi sappiate trovare un modo per tenere disgiunti due percorsi. Le chiediamo pertanto di creare i presupposti affinchè si salvaguardino PRIORITARIAMENTE i diritti di chi ha seguito un percorso di specializzazione più complesso (e completo) di un semplice diploma. L’esperienza acquisita dai colleghi con diploma magistrale ha sicuramente un grande valore ma non basta per equiparare la stessa alla laurea. Del resto, come in ogni professione l’infermiere resta tale anche dopo trenta anni e l’esperienza non gli dà il diritto di diventare chirurgo. Lo stesso dicasi per geometra ed architetto, ragioniere e commercialista…

Siamo certi che leggerà con attenzione le nostre osservazioni e che cercherà di trovare soluzioni adeguate al fine di stabilizzare tutti i docenti precari secondo le priorità acquisite.

Docenti Gae Coordinamento Nazionale

Gissi: sui corsi di sostegno non basta cambiare la data dei test

Bene ha fatto i MIUR a sospendere il DM 141 sui corsi di specializzazione per il sostegno, invitando le Università a non procedere all’emanazione dei bandi in attesa di ulteriori comunicazioni. Che ci sia qualcosa da rivedere ci sembra più che evidente, e non può trattarsi solo delle date di svolgimento dei test di ammissione: troppi gli squilibri nel numero di accessi previsti dai diversi Atenei, una situazione incomprensibile e insostenibile, come abbiamo già denunciato. Ci aspettiamo che anche a questo si metta mano, oltre che alla calendarizzazione delle prove selettive. Diversamente non si entrerebbe nel vivo dei problemi veri, in primo luogo quello di una programmazione dell’offerta formativa che lascia a dir poco perplessi e che ne genera immediatamente un altro, su cui chiediamo di vigilare opportunamente: quello della qualità dei percorsi di formazione, che dev’essere comunque garantita su tutto il territorio nazionale, sapendo bene quanto le modalità di organizzazione e gestione dei corsi e il numero dei partecipanti non siano, a questo riguardo, variabili di poco conto.