Cgil, Cisl e Uil firmano un cattivo contratto scuola, dopo una notte in cui hanno impedito qualsiasi vera trattativa.

Sullo schema già sperimentato con le funzioni centrali, ieri abbiamo assistito alla ormai consueta accelerazione della trattativa ferma da settimane e mai veramente decollata, che ha portato nell’arco di 18 ore alla firma dell’ennesimo contratto a perdere per i lavoratori pubblici. Con le nostre continue denunce abbiamo costretto i confederali a non accettare le parti più irricevibili del nuovo contratto (tutoraggio e formazione nella funzione docente, aumento dei carichi a parità di salario), portandoli sulle nostre posizioni e condizionando la trattativa; questo li ha spinti a dare vita ad una trattativa vergognosa svolta su due tavoli: uno con le confederazioni complici di CGIL CISL e UIL e le loro organizzazioni della Scuola e l’altro ritenuto dall’ARAN marginale, con tutte le altre organizzazioni sindacali comprese quelle di CGIL CISL e UIL di Ricerca e Università.

Cgil, Cisl e Uil, con questa indegna contrattazione separata, irrispettosa delle altre O.S. e dei lavoratori, hanno firmato l’ennesimo contratto "bidone" per tutta la categoria, con aumenti stipendiali ridicoli pari a un caffè al giorno e una parte normativa che lascia inalterati i peggiori aspetti della legge 107 e della legge Brunetta. Ancora più inaccettabile questa modalità da parte di un sindacato, la Flc Cgil, che ci propina costantemente solfe sulla democrazia sindacale e la partecipazione, mentre alla prova dei fatti nelle scuole e nei tavoli contrattuali assume atteggiamenti arroganti e antidemocratici.

Rinviata a data successiva la trattazione delle sanzioni disciplinari, ma questo significa semplicemente che resta in vigore la legge 165 del 2001, che tanti contenziosi ha creato nelle scuole, consentendo ai Dirigenti di comminare sanzioni con trattenuta dello stipendio a troppi lavoratori della scuola.

Alternanza scuola lavoro e formazione sono totalmente lasciate ai vari commi della legge 107 e pertanto, laddove nella bozza iniziale del contratto il tentativo di normare questi aspetti andava a ledere il capitolo relativo alla funzione docente, adesso la totale deregulation alla quale si torna senza alcun miglioramento contrattuale darà libera interpretazione e ampia discrezionalità ai Dirigenti Scolastici.

Inquietante l’Art. 26, realizzazione del PTOF mediante l’organico dell’autonomia, in cui si afferma che: “i docenti in servizio in ciascuna istituzione scolastica appartengono al relativo organico dell’autonomia di cui all’articolo 1, comma 63, della legge 13 luglio 2015, n.107 e concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa tramite attività individuali e collegiali: di insegnamento; di potenziamento; di sostegno; di progettazione; di ricerca; di coordinamento didattico e organizzativo”. Da domani tutti i docenti potranno essere utilizzati in piena libertà dal Dirigente Scolastico, senza alcun rispetto delle professionalità acquisite e nel totale arbitrio gestionale.

A poco serve il “nuovo fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” costituito da varie voci tra cui FIS e Bonus premiale, il cui taglio progressivo annuale dovrebbe servire solo a mettere pochi spicci sulla retribuzione professionale docente ma privando le scuole di risorse già all’osso e comunque destinando ancora una buona parte per la premialità. Con la connivenza delle RSU si lascia ai Dirigenti Scolastici il ruolo di assoluta discrezionalità e autocrazia nella gestione della distribuzione di questi soldi che appartengono a tutti i lavoratori e continueranno a essere assegnati a pochi con la solita fasulla propaganda sul riconoscimento del merito.