Una novità?

Non è  una novità assoluta l’idea di un reclutamento del personale affidato alle scuole, avanzata dalla Giunta Formigoni e che ha sollevato, in questi giorni,  diffidenza e ostilità soprattutto a sinistra.  La proposta, come è ormai noto, è contenuta nel Progetto  di Legge della Regione Lombardia sulle “misure per la crescita…”, che,  all’art. 5 (Reclutamento del personale docente da parte delle istituzioni scolastiche), recita: “A partire dall’anno scolastico 2012/2013, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali. Nientemeno.

Si dice che per uscire dalla crisi il nostro Paese debba far leva sulla conoscenza, l’istruzione, l’apprendimento permanente. Nel Mezzogiorno, poi, immobilizzato in un’emergenza perenne, le persone istruite e formate sono, secondo molti esperti, l’unica risorsa possibile per lo sviluppo economico e civile. Certo, se la scuola pubblica funzionasse, se fossero accettabili i tassi di scolarizzazione, se non esistesse la dispersione scolastica, se fosse adeguato il numero di diplomati e laureati, se la formazione professionale fosse efficiente e integrata nel sistema formativo, se l’alta formazione tecnica e professionale facesse concorrenza all’università. Certo, se le persone, istruite e educate in età scolare, stessero sistematicamente all’interno di un percorso formativo. Durante il tempo del lavoro, quando c’è bisogno di aggiornamento professionale, di riconversione e flessibilità, di educazione alla sicurezza. Durante il tempo libero e la vita comune, il tempo per sé e per la famiglia e quello per la società, quando bisogna aggiornare le conoscenze, istruirsi su stili di vita sani e praticarli, crescere nell’educazione civica, al volontariato e alla solidarietà, nell’educazione ambientale, alla legalità e alla pace.

Tra le novità del decreto semplificazioni, varato dal governo Monti il 27 gennaio, ce ne sono alcune molto significative che riguardano la scuola. Qui ci limiteremo a considerare l’art.54, quello che ha come titolo “Autonomia responsabile”. Sono 7 commi, uno più impegnativo dell’altro. 

La prima impressione che si ricava da una lettura sommaria del testo è quella di ritrovarvi alcune istanze sindacali che da oltre un decennio cadevano nel vuoto, sovrastate dai tagli e dal contenimento della spesa per l’istruzione. La prima novità  sugli organici del 2012/13 è che non ci saranno altri tagli. Gli organici rimarranno invariati e saranno quelli definiti nel 2011/12 : 724mila posti docenti e 233.100 Ata. Questo è il primo dato da cui bisogna partire. 

Ma questa è una buona notizia solo a metà. Infatti se da un lato i posti non diminuiranno ulteriormente , dall’altro restano ahimè confermati i 130mila posti in meno (45mila Ata+85mila docenti) tagliati per effetto della Legge n.133/08. 

L'opinione

 Un ragazzotto autistico manda al pronto soccorso la sua insegnante di sostegno. Poi butta per aria i banchi,   nella classe  solitaria dove è  “accolto” per fare integrazione. La povera insegnante è una volenterosa precaria che non ha mai visto un autistico, esperta di Orazio, ma la nomina di un anno è ghiotta  in questi anni di crisi: accumula punti. Eppure ci ha messo il cuore, ma si è trovata con dolorose ecchimosi. Naturalmente vado in ospedale, parlo con tutti, cerchiamo soluzioni….