“Incredibile”. Un commento pressochè unanime alla notizia che per primi avevamo dato oltre un mese fa su una circolare fantasma (la 2666 del 3 ottobre 2002) che invitava le scuole non solo all’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle aule, ma anche il fatto di “rendere disponibile un apposito ambiente da riservare fuori dagli obblighi e orari di servizio, a momenti di raccoglimento e di meditazione”. L’arrivo delle circolare era stato smentito dagli uffici delle direzione scolastica della Lombardia . Del resto, interpellata in merito durante una riunione della commissione competenete in Senato, il sottosegretario Valentina Aprea si era impegnata a dire che il provvedimento era stato bloccato. “Ce lo ha garantito – aveva commentato Giuseppe Valditara, senatore e responsabile scuola di An – Credo proprio che non se ne farà nulla”. La circolare rispunta, invece, con una dichiarazione a sorpresa dello stesso ministro che, sperando di addolcire la pillola, tiene a precisare che tutti (quindi anche i discepoli di Maometto, ad esempio) possono chiedere un ambiente di meditazione. I responsabili scuola di Cgil, Cisl e Uil contestano subito il provvedimento. Daniela Colturali per la Cisl dice: “Si tratta di un’ingerenza quasi ossessiva in una scuola che dovrebbe essere autonoma. L’oggetto della circolare dovrebbe avere a che fare con il buon senso dei presidi e degli insegnanti”. Enrico Panini per la Cgil aggiunge: “Crocefissi e luoghi di culto non si decretano con una circolare. Si dimentica che la nostra è una repubblica laica ed è ora di rispettare anche i laici”: E Massimo Di Menna per la Uil: “La scuola non è sede di esercizio di culto. Il rispetto delle diverse religioni si esplica anzitutto attraverso le attività didattiche degli insegnanti”. Crocefissi nelle aule, ambienti di culto nelle scuole, e poi la richiesta del governo di controllare i libri di testo. Tutte questioni su cui è facile scatenare le bagarre ideologiche. Ma a chi giova? Proprio nel momento in cui si è alla caccia disperata delle risorse per sostenere la qualità del servizio scolastico?