Il movimento studentesco di Milano si scuote. Liceo classico Beccaria occupato, liceo scientifico Vittorio Veneto in cogestione. Due modi radicalmente diversi in cui si esprime il disagio studentesco. Intanto altri istituti si preparano ad entrare in agitazione. Nel primo caso l’agitazione ha soprattutto motivazioni interne: “Discuteremo anche di repressione – ha spiegato uno dei promotori dell’occupazione – perché vogliamo chiedere conto al preside dei metodi di gestione della scuola”. Diversa la situazione al Vittorio Veneto. Qui gli studenti hanno trovato un accordo con i docenti per dedicare l’intera settimana all’approfondimento di temi di loro interesse. Insomma un diverso atteggiamento complessivo degli adulti del liceo che in questo modo hanno scommesso sul senso di responsabilità degli studenti e sulla loro capacità di crescere anche attraverso queste modalità. La settimana presenta poi altri significativi momenti di iniziativa studentesca: su proposta dell’Unione degli studenti il 10 dicembre i docenti verranno invitati a dedicare mezz’ora di lezione a rileggere la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Il 12 dicembre, inoltre, è in programma il tradizionale corteo per ricordare l’anniversario della strage di piazza Fontana.