I genitori decisi a salvare il Convitto Longone di via San Vittore a Milano. Per questo motivo, domani 17 dicembre hanno organizzato una “giornata aperta” all’istituto, per raccogliere nuovi iscritti. L’invito su una locandina illustrata da un disegno (nella foto) dei bimbi delle elementari. Estremo tentativo per rimettere in gioco uno dei servizi scolastici più preziosi della città che negli ultimi cinque anni è passato da 200 a 83 iscritti.
Un calo che guarda caso è cominciato al momento in cui a dirigere la scuola in qualità di rettore è arrivata Carolina Ferraro Caruso. I genitori non hanno ormai dubbi: “Di questo passo il convitto sarà costretto a chiudere – protestano – Qualcuno vuole liquidare il servizio. Qualcuno sta aspettando la chiusura per mettere tutto in vendita”.
In realtà la liquidazione dei beni del Convitto è già in atto: all’albo dell’istituto è stata affissa una gara d’asta per la vendita di un immobile a Spotorno, in provincia di Savona: un vecchio convento inaugurato nel 1620, 7000 metri quadrati di terreno, un edificio di 2440 metri quadrati, con un chiostro e una cappella di notevole pregio architettonico. Base d’asta: cinque miliardi e mezzo di vecchie lire.
“Asta strana e maldestra – continuano i genitori - con un bando pubblicato un mese fa e scadenza della presentazione dell’offerta al gennaio scorso. Se ne vedono di tutti i colori”.
Ovvio il contrasto del rettore con i genitori. Quanto ai docenti, molti se ne sono andati, gli altri resistono sulle barricate. Innumerevoli gli esposti e le denunce che però non hanno avuto esito. Significativo il fatto che l’ultima ispezione sia arrivata in piena estate, per opera di un ispettore noto per non concludere mai nulla. Una circostanza che ancora una volta giustifica dubbi e sospetti dei genitori.
