Domenica scorsa 40.000 persone sono sfilate per le strade di Parigi per protestare contro la politica dei tagli applicata dal nuovo ministro dell’educazione del governo di destra, Luc Ferry. Gli interventi più pesanti dell’amministrazione riguardano il taglio di 5.600 posti di bidello e il mancato rinnovo di 20.000 contratti del personale aiuto-educativo.

La maggioranza di questi contratti sono di tipo precario e questo rappresenta per i sindacati, la Federazione dei genitori e le organizzazioni studentesche un atto di prevaricazione intollerabile, oltre che un impoverimento della qualità della scuola francese. Altro motivo dello scontro è il progetto di decentramento regionale della gestione educativa, cosa che non rassicura affatto né gli studenti né il personale scolastico.
Le cinque sigle sindacali, che sulla piattaforma dello sciopero hanno marciato compatte, hanno posto come obiettivi della protesta il ritiro dei tagli egli organici, della riforma complessiva della scuola francese (definita “segregazionista”) e dell’arresto del processo di decentramento alle Regioni delle competenze formative sugli studenti.