Il termometro va sotto zero, e l’impianto di riscaldamento negli uffici del Csa (ex provveditorato), in via Ripamonti a Milano va in tilt. Così funzionari e impiegati incrociano le braccia e accettano di raggiungere le loro scrivanie solo dopo una manifestazione di protesta. Ma sono pronti ad abbandonare il lavoro se non si provvederà a rimediare alla situazione.
La Rsu del Csa ha diramato ieri un comunicato con il quale i lavoratori esprimono il loro disagio “per il guasto di un elettrobruciatore verificatosi molti mesi fa e tuttora non sostituito. I continui palleggiamenti fra l’ente proprietario (Enpam) e l’ente gestore (Provincia) – denunciano i lavoratori – non fanno altro che inasprire e rendere intollerabile la condizione di lavoro di tutto il personale costretto a lavorare con sciarpe, guati e cappotto”.
La Rsu dell’ex provveditorato ha pertanto dichiarato lo stato di agitazione “invitando il personale ad astenersi dal lavoro fino a quando non si provvederà a riparare il guasto all’impianto di riscaldamento”.
Una storia vecchia, roba da terzo mondo nella città più avanzata d’Italia. Un segno del disinteresse riservato ancora una volta alla scuola e alla macchina che la amministra. Una vergogna milanese.
