Dilaga a macchia d’olio la protesta studentesca. Licei in occupazione, licei in autogestione, licei in cogestione. Modalità diverse per esprimere il proprio protagonismo, talora con qualche rischio di troppo.
La situazione più delicata resta quella del liceo classico Beccaria: da una parte gli studenti promotori dell’occupazione, dall’altra altri studenti contrari. Con il preside Antonio Marro, uno degli obiettivi della contestazione, che minaccia di ricorrere alle maniere forti.
Situazione delicata anche all’istituto Virgilio: anche qui hanno preso il sopravvento studenti per lo più legati all’area dei centri sociali finora rimasti ai margini della scuola. “Da anni avevamo un buon rapporto con gli studenti – commenta la dirigente scolastica Marina Franco – Di solito riuscivamo a farli lavorare insieme ai docenti. Questa volta questi studenti vogliono fare da soli, si vogliono confrontare fra di loro sui soliti temi: guerra, riforma Moratti, diritti studenteschi. Stiamo lavorando per ricucire lo strappo. E’ interesse di tutti trovare un’intesa anche su queste forme di protagonismo”. La tradizione del Virgilio dovrebbe favorire uno sbocco più positivo.
Positivo sembra, invece, evolversi la situazione allo scientifico Vittorio veneto:
qui studenti e insegnanti hanno trovato piena intesa per realizzare una forma di cogestione da sviluppare in parte la prossima, in parte a febbraio, dopo la conclusione del primo quadrimestre .
Sul piede i guerra anche gli studenti di Berchet, Parini, Maxwell, Manzoni, Tenca, Agnesi, Carducci e Zappa. Intanto si prepara il corteo per celebrare l’anniversario della strage di piazza Fontana il prossimo 12 dicembre.
