“Promossi” i professori dell’Emilia Romagna Gli studenti li apprezzano e chiedono l’obbligo fino ai 18 Gli studenti dell’Emilia-Romagna promuovono con un 7 pieno il sistema scolastico e i docenti della regione. È questo uno dei dati più significativi che emergono da un’indagine compiuta dall’istituto demoscopico Swg per conto della Regione Emilia-Romagna sulla visione del mondo della scuola da parte dei ragazzi e delle ragazze tra 14 e 17 anni che frequentano gli istituti superiori della regione. Nel complesso, gli studenti valutano in modo positivo le scuole che frequentano e i loro professori. Alla richiesta di essere loro stessi, per una volta, ad attribuire un voto da 1 a 10 alle loro scuole e al corpo docente, i ragazzi intervistati li hanno infatti promossi rispettivamente con un 7,3 e un 7,2. Quasi sette studenti su dieci, inoltre, ritengono che il sistema scolastico regionale di oggi sia migliore di quello frequentato dai loro genitori. Il sondaggio è stato concepito nel quadro delle audizioni, preliminari alla elaborazione di un progetto di legge regionale di riforma scolastica il più possibile condiviso, che la Regione ha condotto provincia per provincia e che hanno coinvolto l’intero mondo della scuola regionale. Attraverso il sondaggio, la Regione Emilia-Romagna ha inteso creare un ulteriore momento di ascolto dedicato gli studenti. “Abbiamo constato infatti – spiega l’assessore Mariangela Bastico – che è particolarmente difficile raggiungere capillarmente, come è invece è avvenuto con altre categorie del mondo della scuola, le ragazze e i ragazzi della regione con l’obiettivo di dialogare con loro in ordine a una proposta di legge che non può non coinvolgerli. Per questo, accanto agli incontri diretti, abbiamo scelto la strada del sondaggio: per capire quali sono le loro convinzioni sui principali temi affrontati dalle linee guida della proposta di legge”. Significativo che i due terzi degli studenti della regione propendano per un innalzamento dell’obbligo scolastico rispetto agli attuali 15 anni. In particolare, il 31,9% degli intervistati vorrebbe una scuola dell’obbligo fino ai 18 anni, mentre il 34,9 è favorevole all’istruzione obbligatoria fino a 16 anni. Solo il 12,1 per cento del campione propende per tornare alla precedente soglia dei 14 anni. Per quanto riguarda le finalità della scuola, gli studenti si aspettano innanzitutto che venga fornita loro una solida cultura di base (56,3% del campione). Una parte meno consistente di essi, il 29,6%, ritiene invece prioritario che la scuola sia d’aiuto nella ricerca di un lavoro. In ogni caso, l’81% dei ragazzi intervistati considera indispensabile che il sistema scolastico attuale sia in grado di adempiere a entrambe le funzioni. Sempre a proposito di lavoro, è risultata estremamente positiva la percezione che gli studenti hanno nei confronti dei corsi di formazione: quasi il 70% del campione ritiene che la formazione professionale possa aiutare i giovani a trovare un lavoro, mentre è pressoché inesistente (lo 0,6%) la percentuale di coloro che li considerano inutili. Pochi studenti hanno una visione selettiva: nove su dieci ritengono che la scuola dovrebbe aiutare tutti i ragazzi a concludere il loro percorso di studi, anche coloro che hanno maggiori difficoltà. A loro giudizio, inoltre, la principale causa dei problemi nello studio deriva dalla scarsa voglia di studiare. Quanto al percorso che i ragazzi sceglieranno al termine degli studi superiori, prevale decisamente l’università. Il 62% degli studenti della Regione Emilia-Romagna, in particolare quelli provenienti dai licei, pensa di proseguire gli studi iscrivendosi a una facoltà universitaria, mentre il 24,3% è intenzionato a cercarsi un lavoro. Il 75,2% degli studenti dell’Emilia-Romagna, infine, si aspetta che la scuola frequentata sia loro d’aiuto nella ricerca del lavoro desiderato. L’indagine è stata realizzata con interviste telefoniche (tramite il sistema C.A.T.I, Computer Assisted Telephone Interview) su un campione di 600 ragazzi, rappresentativo in base ai parametri di età, sesso e provincia di residenza all’universo di riferimento degli studenti residenti nell’Emilia-Romagna che frequentano le scuole superiori. Tutti i pareri raccolti sono stati pubblicati in un libro di oltre 240 pagine, più di 160 tra interventi e pareri, osservazioni, e critiche: sono questi i numeri di un volume, una sorta di diario di viaggio delle idee guida Il volume – pubblicato a tempo record in soli cinque giorni (l’ultima audizione, a Rimini, è del 4 dicembre) è un documento che testimonia la larghissima partecipazione che hanno registrato le audizioni provinciali. E serve sostanzialmente per dare agli interventi l’importanza che meritano: cioè quella di contributi che serviranno realmente all’elaborazione di una prima bozza dell’articolato di proposta di legge. La pubblicazione racconta inoltre che hanno partecipato alle audizioni insegnanti, dirigenti scolastici, operatori della formazione, genitori, imprenditori, sindacalisti, studenti, amministratori pubblici.
