Con la Conferenza Stampa del 10 giugno inizia la campagna della Cgil, insieme a numerose altre associazioni, per raccogliere le firme necessarie per far arrivare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare sul diritto all’apprendimento permanente.
Sapere per contare” e “Imparare sempre”. Questi gli slogan scelti dalla CGIL per la raccolta di firme a favore di una legge di iniziativa popolare che garantisca il diritto all’apprendimento permanente per tutte le persone che vivono e soggiornano in Italia, migranti compresi. L’obiettivo della proposta di legge è di attuare un piano triennale straordinario per raddoppiare il numero degli adulti che partecipano ad attività formative, così come è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa presso la sede nazionale della CGIL alla presenza del segretario generale, Guglielmo Epifani, del segretario confederale, Fulvio Fammoni, del segretario generale della FLC, Mimmo Pantaleo, e del linguista Tullio De Mauro.
Un’esigenza dettata anche dagli impegni assunti dall’Italia con la strategia di Lisbona per arrivare al 12,5% previsto dagli obiettivi minimi da raggiungere entro il 2010 stabiliti dall'Unione Europea. Oggi, infatti, solo il 6,2% degli adulti partecipa in Italia ad attività formative, contro il 9,7% della media europea e solo il 32% delle imprese sopra i 10 dipendenti realizza attività formative, a fronte del 90% della Gran Bretagna, del 74% della Francia, del 69% della Germania, del 47% della Spagna e di una media europea (Ue27) del 60%.
“Oggi c’è un grande gap tra la preparazione media di un nostro cittadino e quella di un cittadino europeo”, ha fatto sapere Epifani nel sostenere che “da noi manca un sistema che permetta di formarsi lungo tutto l'arco della vita: un problema serio che emerge, ad esempio, quando si perde il lavoro. Per essere più competitivi come paese bisogna formare anche gli adulti, è questa la vera riforma: garantire la possibilità di istruirsi lungo tutto l'arco della vita”. Una ‘vera riforma’ capace, ha aggiunto il leader CGIL, “di far uscire il paese dalla crisi che sta attraversando”.
Mentre è stato l’ex ministro della Pubblica istruzione, Tullio De Mauro, a dare una misura della necessità di un processo continuo di formazione. “In Italia - ha sottolineato De Mauro - non ci sono 'sacche' ma 'discariche' di cittadini in difficoltà ad acquisire informazioni anche minime in forma scritta”. I dati ISFOL confermano il gap formativo italiano: circa il 50% della popolazione tra 25 e 64 anni e il 40% della forza lavoro ha la sola licenza media; il 19,3% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è privo di diploma e qualifica e fuori da ogni circuito formativo.
La proposta di legge promossa da CGIL, SPI, FLC e AUSER prevede l'accesso gratuito alla formazione, agevolazioni fiscali e contributive per gli investimenti in apprendimento e agevolazioni per l'accesso al credito e prestiti di onore. Stabilisce inoltre che ogni lavoratore abbia diritto ad almeno un anno di congedo formativo non retribuito e ad almeno 30 ore annue di permesso retribuito; le modalità di fruizione del congedo e dei permessi sono disciplinati dai contratti collettivi e il datore di lavoro è tenuto ad accogliere la richiesta del lavoratore. Sono indicate anche misure a sostegno dell'apprendimento dei pensionati per l'aggiornamento delle loro competenze. Per sostenere l'offerta di apprendimento permanente la proposta indica la necessità di una serie di interventi pubblici (dall'edilizia alle infrastrutture tecnologiche alla formazione degli operatori, alla definizione di standard di qualità per l'accreditamento delle strutture, all'azione di monitoraggio e certificazione) e infine il finanziamento di un piano di azione triennale da iscrivere nella legge finanziaria.
La campagna per la raccolta di almeno 100 mila firme partirà a settembre – in concomitanza ‘simbolica’ con l’apertura del nuovo anno scolastico - per concludersi a dicembre. “Conto di presentare le firme all'inizio dell'anno - ha detto Epifani – e chiederò ai presidenti delle Camere di iscrivere la proposta di legge nei lavori parlamentari”. Primi firmatari dell'appello alla sottoscrizione sono Guglielmo Epifani e Tullio De Mauro. I cittadini potranno firmare nelle iniziative promosse dalla CGIL e in tutte le sue sedi ed essere aggiornati sulle novità e sui materiali sul sito www.cgil.it.
