A 37 anni ci sono dei progetti di vita, che non possono essere rinviati, anche perché frutto di investimenti, di lavoro, di energie profuse sul campo, di speranze, di rischi e lasciatemelo dire di sogni…
Non voglio, e non vogliamo essere precari ancora per tanti anni!
Una canzone di Edoardo Bennato, che ho preso come spunto della mia storia, accompagna spesso le mie giornate, e quelle di tanti precari che come me vivono giorni di trepidazione per un lavoro che anziché avvicinarsi si allontana.
E ciò che dovrebbe rappresentare il quotidiano di tante persone diventa spesso un motivo per cantare
“UN GIORNO CREDI”
un simbolo come un altro di tante battaglie di precariato.
Mi riferisco a tante lotte per un lavoro stabile, per la formazione di una famiglia, per una cultura da reinventare nel segno dei diritti e della giustizia, giorno dopo giorno, senza mai arrendersi.
Vogliamo una società sana? Allora non possiamo fare a meno di tutto ciò.
Dare senso e dignità alla vita della gente in una società civile non può prescindere da tali valori ma risulta tutto alquanto difficile ai tempi d’oggi.
Eppure ci vantiamo spesso di essere Europeisti rischiando di perdere la bandiera nazionale, simbolo di unità e di libertà.
Ma la politica italiana siamo noi, siamo ciò che scegliamo, siamo ciò che rappresentiamo, ognuno secondo le proprie responsabilità.
Leggo spesso articoli di precari della scuola e di altre categorie inguaiate al pari della nostra. I nervi di tante persone sono a fior di pelle!
Sono precario anch’io dal 2001, come assistente amministrativo nella prov. di Ct e sono stanco di tollerare le malefatte che una dopo l’altra si susseguono senza soluzione di continuità.
Cosa mi ha permesso allora di affrontare queste lotte?
La fede, la credibilita dei miei progetti, l’ambizione di realizzarli, la tenacia, la perseveranza, l’essere testardo, questo caratteraccio che mi ritrovo, la mia ragazza arrivata strada facendo.
Graduatorie Provinciali Permanenti che sembrano più che Carte dei diritti incubi da prima pagina, dove il dubbio che qualcuno ti superi illegittimamente in graduatoria lascia sempre le persone col fiato sospeso, da parecchi anni.
Mi riferisco a casi accertati di manipolazioni di graduatorie in alcune regioni d’Italia, o a certificazioni fasulle per favorire gli amici, nonché a semplici errori materiali, che hanno costretto decine di persone a rivolgersi agli organi di giustizia competenti TAR, CONSIGLIO DI STATO, ETC., con aggravi di spesa e lungaggini insopportabili.
Continue mortificazioni che si ripetono da una scuola all’altra, da una sede all’altra, distanziate alle volte decine di Km, con la paura di perdere l’incarico, che prima vestiva i panni di supplenza breve e saltuaria, oggi dopo sette anni di supplenze si chiama incarico annuale con durata fino al termine delle attività didattiche o fino al 31 agosto, senza sapere ne per quanto ne quando finirà quest’incubo che ci soffoca i sogni.
Ma poi scusatemi, se il governo trova i soldi per rivitalizzare i perdenti posto che nell’a.s. 2008/09 hanno avuto un’incarico annuale, perché non immettere in ruolo già da quest’anno, con le stesse cifre, un maggior numero di precari A.T.A. sui posti vacanti, per limitare i gravi problemi che incontreranno le varie istituzioni scolastiche nell’anno scolastico p.v..
Perché ridurre gli organici considerevolmente nel prossimo triennio senza prevedere contestualmente la copertura di tutti i posti vacanti nel medesimo periodo e la definitiva cancellazione di tutte le graduatorie provinciali permanenti.
Perché graduatorie in continuazione, con illusorie speranze per migliaia di giovani aspiranti supplenti.
Se già i supplenti annuali, perdono la sede di servizio quasi ogni anno per occuparne un’altra, in ragione del fatto che i colleghi di ruolo diventano soprannumerari per contrazioni in organico, occupando i posti già impegnati dai supplenti annuali, perché illudere la gente.
Perché parlare di cambiare i sistemi di reclutamento… perché contraddirsi così!
Ma ciò che mortifica e offende di più è perchè tali scelte devono sembrare soluzioni efficaci, quando non lo sono affatto?
Per favore, vi chiediamo di darci ascolto.
Non ci abbandonate, per quanto umile sia il nostro lavoro attribuite i compensi economici e il prestigio a un lavoro che svolgiamo con passione e orgoglio nell’interesse della scuola pubblica, supportati dalla valida collaborazione degli assistenti tecnici e dei collaboratori scolastici, sotto le direttive dei D.S.G.A. e del D.S..
Il titolo di diploma che da accesso al profilo di assistente amministrativo è la testimonianza, così come quello di laurea che da accesso al profilo di D.S.G.A. che oggi occorrono maggiori competenze giuridiche, economiche ed informatiche, che non possono essere riconducibili ad un livello inferiore a quello di concetto per il primo e direttivo/dirigenziale per il secondo.
Non siamo più, semplici esecutori!, ma ci assumiamo responsabilità maggiori rispetto ai profili che occupiamo e allo stipendio che percepiamo.
E’ semplicemente vergognoso accettare queste condizioni, ci sentiamo sfruttati!
Eppure amiamo il nostro lavoro e vogliamo dare un avvenire diverso alle future generazioni, ai nostri figli.
Noi vogliamo sognare come lo avete fatto voi, e ciò che conta di più, vogliamo che anche i nostri figli facciano dei bei sogni.
Le “intelligenze” sono un patrimonio insostituibile di cui questa nazione non può più farne a meno, e la scuola è parte assolutamente integrante.
Attuare politiche concrete di stabilizzazione di tutti i precari della scuola, senza tralasciarne neanche uno, è una scelta saggia che fa onore ad una nazione, perché fino ad allora saremo malati terminali a due o tre cifre, presenti in questa o in quella graduatoria, elemosinanti di un posto di lavoro che non è detto che corrisponda sempre a reali e contestuali esigenze di vita.
Ponete rimedio al precariato della scuola con la stessa celerità con cui avete posto fine al problema dei rifiuti in Campania, o a come state affrontando egregiamente l’emergenza post-terremoto in Abruzzo, o il problema della sicurezza dei cittadini, perché ogni famiglia che perde un reddito e voi sapete bene che sono tante le famiglie monoreddito, rappresenta un fallimento di questo esecutivo nonché un grave squilibrio nel vivere quotidiano di una famiglia.
Al di là dei numeri che ancora non mi permettono matematicamente di poter ambire ragionevolmente ad un posto nei ruoli della scuola, auguro buon lavoro a chi preposto alla soluzione di questi problemi.
Mi riferisco all’attuale esecutivo, che mi auguro ponga fine al precariato indicando date certe e non presunte, ai Sindacati tutti a cui chiedo maggiore incisività nel rappresentare la categoria, nonché alle associazioni delle famiglie, alla chiesa e a tutti coloro che si adopereranno per una scuola migliore, per scongiurare qualsiasi forma di protesta che possa trasformarsi in forme di disordine pubblico poco gradite a tutti.
Un futuro vero della società, non può prescindere dal sogno di una scuola più competitiva e rappresentativa della nazione e dei valori e della cultura ad essa pertinenti.
Cordiali saluti
L’Assistente Amministrativo
Mario Di Nuzzo

Here is good way to gain Online Degree , and Life Experience Degree and and Sample Essays | online college degrees | Printing in Sacramento | Sacramento Printing | Halal Pizza | Halal Burger