Ho letto con interesse l’articolo di Frisone e la sua proposta di rendere obbligatoria per tutti l’ora di Religione. Intesa naturalmente come “laico insegnamento delle religioni” e non come insegnamento confessionale, riservato per altro ad una sola Chiesa, per via del radicamento nel tessuto nazional popolare e nelle tradizioni del nostro Paese.

L’idea di superare l’attuale situazione, con le relative polemiche, divisioni, disparità di trattamento, anomalie, ecc. con l’introduzione di un insegnamento di storia delle religioni o delle culture religiose nella scuola pubblica (e quindi da parte dello Stato laico) non è nuova e costituirebbe senza dubbio un passo avanti. Nel senso della laicità dell’istituzione scuola e della modernità.

Come non vedere infatti che la situazione di oggettivo privilegio creata dal Concordato nei confronti della Chiesa cattolica non solo non corrisponde pienamente ai dettami della Costituzione (la materia su questo punto è quantomeno discutibile) ma oltre tutto non fa i conti con i cambiamenti che si sono registrati negli ultimi dieci-vent’anni nel corpo stesso della società italiana? Ci riferiamo al fatto che oggi siamo di fronte ad una società multiculturale e multietnica nella quale convivono culture, tradizioni e, appunto, religioni diverse che vanno tutte rispettate e che la nostra Costituzione mette sullo stesso piano. E la scuola ne è lo specchio fedele.

Giustamente Frisone parte dalla recente sentenza del TAR del Lazio sugli insegnanti di religione per arrivare a quella che è la vera questione, il vero nodo da sciogliere. L’ambiguità  del fatto che l’insegnamento della religione cattolica nel nostro sistema scolastico è facoltativo (la facoltatività sta, com’è noto, nella possibilità da parte delle famiglie di avvalersene o meno) e però tale insegnamento è incardinato nell’orario obbligatorio delle lezioni.  La contraddizione, come abbiamo già rilevato altre volte su questo giornale e come non ci stancheremo di ripetere, sta tutta qui.  E da qui nascono le discriminazioni, le diseguaglianze (lamentate giustamente da altre chiese o confessioni religiose), e tutto il corredo di polemiche che ne derivano.
Fino ad arrivare al paradosso degli insegnanti di religione, scelti dalla Curia per impartire un insegnamento “facoltativo”, che entrano di fatto nei ruoli dello Stato per rimanerci stabilmente (di più: può succedere addirittura che la Curia ritiri il suo placet e la sua autorizzazione all’insegnamento della religione cattolica e l’insegnante resti nei ruoli dello Stato, su posto comune, passando ad altre materie..!).

Ora, la proposta di Frisone (analoga, se non sbaglio, a quella avanzata da Massimo Cacciari qualche tempo fa su Repubblica) o di altri prima (storia delle religioni) potrebbe effettivamente essere risolutiva.

Qualche anno fa noi ne avevamo avanzata un’altra,  forse culturalmente più debole ma con una sua logica interna, prendendo spunto dalla riforma Moratti (sic). 
Il Decreto attuativo della legge di Riforma, D.Lvo n.59 del 19.2.2004 prevedeva che il piano dell’offerta formativa delle scuole di base consentisse, tenendo conto delle richieste delle famiglie, attività e insegnamenti “facoltativi ed opzionali” per 99 ore annue (tre ore settimanali). Ora, poiché queste tre ore sono appunto “facoltative ed opzionali” e l’insegnamento della religione cattolica è, secondo le norme concordatarie, non obbligatorio e vincolante per tutti gli alunni ma “facoltativo”, anche se incardinato all’interno dell’orario scolastico, la domanda che ci ponevamo era: perché allora non collocare le ore di religione cattolica all’interno di queste tre ore settimanali ?
In questo modo si sarebbero rispettati più princìpi e condizioni, vale a dire:
• l’insegnamento della religione cattolica avverrebbe comunque all’interno delle “attività didattiche ed educative” organizzate dalla scuola, parte integrante dell’orario scolastico (e non fuori di esso) “obbligatorio” per l’istituzione scolastica (se richiesto dalle famiglie)
• la scelta di avvalersene o meno rimarrebbe facoltativa
• si rispetterebbe la volontà di genitori di altre confessioni religiose o atei di non avvalersene e di richiedere eventualmente altre attività educative o di rinunciare alle ore e/o attività opzionali
• l’orario base “obbligatorio” (le 27 ore settimanali) rimarrebbe uguale per tutti gli alunni, senza differenziazioni di sorta.
Non potrebbe essere questa – ci chiedevamo - un’ipotesi plausibile, percorribile sul piano giuridico, del diritto oltre che del buon senso?

Ora, se si ritiene che la conoscenza delle religioni sia un fatto culturalmente importante e che quindi debba avere un suo spazio all’interno dell’istruzione fornita dallo Stato, la proposta dell’ora di Religione obbligatoria avanzata da Frisone è senz’altro adeguata. Se invece si pensa che spetta in primo luogo alle varie confessioni religiose impartire tale insegnamento, allora si tratta di renderlo effettivamente facoltativo (anche per la Chiesa cattolica). Mantenendolo nell’orario facoltativo delle lezioni e non in quello obbligatorio (è una contraddizione in termini quella di un insegnamento facoltativo incardinato nell’orario obbligatorio…!).

Ma il punto è che, con gli attuali chiari di luna, né l’una né l’altra di queste proposte verranno minimamente  prese in considerazione.  L’attuale maggioranza di governo (Pdl in primis) attualmente ha non pochi problemi con le gerarchie vaticane (la vicenda Boffo è un chiaro segnale di attrito) e non solo è ben lontana dal porsi il problema del rivedere la questione dell’ora di religione ma per recuperare buoni rapporti con la Chiesa cattolica si appresterà a nuove concessioni o elargizioni (finanziamenti alle scuole private cattoliche, per intenderci).
E la stessa opposizione su questi temi è tutt’altro che unita (facile immaginare cosa ne pensano la Binetti o Rutelli…).

Ma poiché il tema è altamente significativo – sul piano dei valori della laicità dello Stato e quindi della scuola pubblica – oltreché a forte valenza simbolica, sarebbe interessante capire cosa ne pensano i principali esponenti delle tre mozioni congressuali del Pd.

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Risposta di luckly123 di Gio, 07/04/2011 - 09:01

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