A scuola con lo zaino leggero

A scuola senza zaino, classe capovolta, niente compiti. Progetti, metodi e strategie che richiedono impegno serio e molta dedizione, efficaci se applicati con serietà, equilibrio e professionalità, ma per i non addetti ai lavori rischiano di essere solo slogan fuorvianti, di dare la sensazione che la scuola possa migliorare grazie a magici colpi di spugna sulle vecchie prassi e abitudini, che si possa imparare di più e meglio eliminando gli sforzi.

 

Per chi vive la scuola giorno per giorno, un principio di base è invece chiarissimo:

non si impara senza sforzo, ma l’impegno deve essere abbordabile, adeguato all’età e alle reali potenzialità di ognuno. Siamo in grado di far comprendere questo principio ad alunni e famiglie? Possiamo provarci con una comunicazione equilibrata e una didattica innovativa ma aderente agli obiettivi primari della scuola. Possiamo stimolare l’impegno e l’interesse per l’apprendimento rendendo la scuola più accattivante, meno dura e noiosa, più attenta agli interessi e ai diversi bisogni degli alunni.

 Ma questa dichiarazione di intenti come si realizza?

A scuola senza zaino, classe capovolta, niente compiti.

Si può fare, ma con docenti che procedono in ordine sparso si rischiano più danni che benefici. Più prudente rinunciare alla rivoluzione e procedere con le riforme, che significa piccoli esperimenti monitorati e perfezionati di anno in anno, estesi e ampliati quando funzionano bene. Si può cominciare rompendo occasionalmente il gruppo classe per costruire gruppi di affinità.

Requisito importante perché l’azione sia efficace è che almeno alcuni gruppi siano poco numerosi, quindi occorrono più insegnanti rispetto al numero di classi partecipanti, questo si può ottenere integrando alcune delle seguenti risorse:

-         organici potenziati

-         docenti di sostegno che lavorino su piccoli gruppi

-         ore extra, retribuite col FIS o con fondi contro la dispersione

Alla secondaria di primo grado (per quella di secondo grado la questione è più complessa ed è preferibile affrontarla a parte) occorre normalmente un gruppo in più ogni 3-4 classi; l’unità ideale per ogni attività è il modulo da due ore (anche meno in minuti effettivi). Le attività vincolate, come i corsi di recupero, devono essere molto limitate, quasi tutte devono essere a iscrizione libera degli studenti: il gradimento elevato da parte degli alunni è irrinunciabile per raggiungere lo scopo. Si possono proporre giochi didattici, attività creative, musicali e sportive, incontri con esperti esterni, approfondimenti, film. Non bisogna abusare di questi ultimi, anche se hanno il duplice vantaggio di alleggerire il lavoro dei docenti, che altrimenti rischia di diventare troppo oneroso, e di impegnare molti alunni quando ci sono diverse attività con gruppi poco numerosi. L’iter organizzativo può essere piuttosto impegnativo, tipicamente: raccolta delle prime proposte dei docenti a novembre, calendario provvisorio, iscrizioni iniziali prima delle vacanze natalizie, punto della situazione, eventuale integrazione delle proposte dei docenti, eventuali aggiustamenti con spostamenti da un gruppo all’altro, calendario definitivo e registrini per le assenze e presenze, in modo da essere pronti per l’inizio del secondo quadrimestre o poco dopo.

Alla primaria i gruppi vanno invece stabiliti dal corpo docente: gli alunni delle ultime classi in fasce di livello, i più piccoli in gruppi con caratteristiche affini. Occorre almeno un gruppo in più per ogni interclasse: se si hanno molte risorse o si alternano le attività “a zaino leggero” con quelle curricolari ordinarie, si possono costruire più gruppi ancora meno numerosi. Nelle interclassi con docenti più tradizionalisti si può semplicemente dividere ogni classe in due gruppi per alcune ore. Anche qui giochi didattici, attività manuali e di fantasia. Il periodo ideale è quello della settimana di carnevale, per dare un senso più giocoso.

Una settimana così può sembrare poco, ma è un seme, un laboratorio di sperimentazioni che possono ispirare una didattica curricolare innovativa. Nessuna rivoluzione: piccoli tentativi per far vivere la scuola in modo più stimolante, come qualcosa di più vicino ai propri interessi.

Quando si esce dalla routine, si può facilmente ottenere dagli alunni, ma a volte da tutti, un impegno collettivo più efficace e meno sofferto. Provare per credere.

 

Antonio Re

Dirigente scolastico

dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”

di Sesto San Giovanni (MI)