Quando si è in ginocchio difficilmente si fanno progetti, al massimo si fanno riflessioni. La scuola media ha subito quest’anno una tempesta di provvedimenti, tagli e campagne di discredito mediatico che l’hanno messa duramente alla prova.

Ricordiamo brevemente quanto è piovuto addosso alla scuola italiana e, in particolare alla scuola media, nel corrente anno scolastico: assenza di assegnazione dei finanziamenti per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e carenza di risorse certe per il pagamento dei supplenti, mancata assegnazione delle risorse per le ore eccedenti, sostanziale volontà di radiazione dei residui attivi, taglio degli organici del 10% e riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore, eliminazione delle “educazioni” e delle compresenze come risorsa qualificante del Tempo Prolungato e conseguente sua trasformazione in una sorta di doposcuola integrato, introduzione a regime della valutazione in decimi e della “media aritmetica” per l’ammissione all’esame di stato, introduzione dell’ora di “approfondimento in materie letterarie” non integrata nella cattedra di lettere, privazione (sommersa) delle risorse per garantire l’alternativa o lo studio assistito a chi non si avvale dell’I.R.C., introduzione della valutazione sperimentale di “cittadinanza e costituzione”.

 

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