Le scienze sono per loro natura integrate; lo sono al loro interno, perché la suddivisione in aree e capitoli è artificiale ed è stata inventata solo per insegnarle in maniera sistematica; lo sono nei rapporti reciproci sia perché l’approccio alla conoscenza si fa sistemico, sia perché un po’ di sano riduzionismo rimane indispensabile man mano che le scienze più recenti raggiungono la maturità.

Detto questo bisogna però evitare di fare il passo più lungo della gamba quando si ragiona di istruzione: approccio sistemico non può e non deve voler dire rinuncia ai fondamenti perché senza i fondamenti tutto si annulla e alla fine non si sa di cosa si parla.

Difendo l’idea delle scienze integrate davvero per dire che dizioni come scienze integrate (fisica), scienze integrate (chimica) sono una contraddizione in termini chiaramente fatta per difendere un’idea e cedere alle pressioni delle associazioni professionali; e questo non va bene.

Se è così meglio scrivere: fisica, chimica, biologia, … Prima si decida se la materia (e il docente) è una o no. Poi si discuta su come migliorare la professionalità dei docenti. Supponiamo che non si integri un bel nulla; rimarrà l’esigenza di dire al docente di chimica che deve coordinarsi con quello di fisica. Ma questo c’era già e non c’era bisogno di scrivere scienze integrate.

 

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