La valutazione dell’Invalsi nelle scuole del primo ciclo dell’istruzione quest’anno ha senza dubbio fatto un vero e proprio salto di qualità. Questo salto qualitativo non era stato preventivato dalle scuole, che spesso sono state travolte da procedure, fascicoli e istruzioni vissuti anche in forma solo invasiva. Il notevole interesse per l’azione valutatrice dell’Invalsi, che agisce su Direttiva ministeriale ma è comunque un Istituto dotato di una forte autonomia, è entrato in collisione con la naturale programmazione didattica delle scuole. E’ dunque importante cercare di evidenziare alcuni punti di squilibrio tra l’azione didattica delle scuole e l’azione valutativa dell’Invalsi, senza voler mettere sul banco degli imputati nessuno. Per grandi capitoli e solo attraverso un’analisi delle metodologie e non dei risultati credo sia utile sottolineare alcune antinomie sistemiche per cercare di portare qualche argomento nell’ambito della discussione in corso.
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Quattro anni fa la riforma della secondaria superiore della Moratti era stata bloccata anche per l’opposizione anche di Confindustria che non gradiva la trasformazione degli istituti tecnici in generici licei tecnologici. In quella occasione gli istituti tecnici, rievocati come i grandi accompagnatori del processo di industrializzazione degli anni sessanta, erano stati persino definiti "i gioielli di famiglia", i quali, per l’appunto, non potevano essere alienati. Gelmini sapeva tutto ciò. Suo obiettivo fu quindi quello non cadere nello stesso errore di trovarsi praticamente nemici (e che nemici!) in casa. Pensò quindi di accattivarsi le simpatie di Confindustria per i suoi tagli-gabellati-per-riforma coinvolgendo gli industriali nella gestione scolastica da subito, senza attendere la riforma degli organi collegiali a cui stava lavorando la sua amica-rivale Aprea, e istituendo i cosiddetti comitati tecnico-scientifici paritetici tra componenti interne alla scuola e componenti esterne. Di fronte a questa proposta a Confindustria non parve vero di ritornare ai vecchi consigli di amministrazione degli istituti tecnici e professionali degli anni cinquanta e sessanta nella illusione di rinverdire le glorie industriali di quegli anni insieme alle glorie scolastiche.
La pubblicazione della Bozza delle Indicazioni per i Licei ha originato un dibattito molto acceso su qualche sito didattico (vedi in particolare 
