Un Istituto tecnico o professionale è una scuola ad alta tensione verso il futuro impegnata in un percorso di specializzazione a carattere scientifico-tecnico utile, una volta concluso il percorso, a immersioni felici nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi. Per questo le indicazioni devono riguardare i saperi, le conoscenze, le capacità, le competenze e le abilità, con una chiara distinzione tra le varie proiezioni pedagogiche, spesso anche nei documenti ufficiali confuse tra loro.
La valutazione dell’Invalsi nelle scuole del primo ciclo dell’istruzione quest’anno ha senza dubbio fatto un vero e proprio salto di qualità. Questo salto qualitativo non era stato preventivato dalle scuole, che spesso sono state travolte da procedure, fascicoli e istruzioni vissuti anche in forma solo invasiva. Il notevole interesse per l’azione valutatrice dell’Invalsi, che agisce su Direttiva ministeriale ma è comunque un Istituto dotato di una forte autonomia, è entrato in collisione con la naturale programmazione didattica delle scuole. E’ dunque importante cercare di evidenziare alcuni punti di squilibrio tra l’azione didattica delle scuole e l’azione valutativa dell’Invalsi, senza voler mettere sul banco degli imputati nessuno. Per grandi capitoli e solo attraverso un’analisi delle metodologie e non dei risultati credo sia utile sottolineare alcune antinomie sistemiche per cercare di portare qualche argomento nell’ambito della discussione in corso. 
