Emanati dal consiglio dei ministri i regolamenti che definiscono la futura scuola secondaria. Come sempre i commenti sono ideologici ed esagerati: una "riforma epocale per la alla formazione dei nostri giovani ... in linea con i Paesi europei più avanzati" o un "taglio alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro paese". A voi capire da che parti arrivano le valutazioni.
Riservandomi un giudizio più approfondito dopo attenta lettura dei regolamenti, penso che si possano esprimere alcune pacate considerazioni "di buon senso", senza cadere nella propaganda e nella polemica pregiudiziale.
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La vicenda dell’emendamento, cosiddetto Cazzola ma in realtà dell’esecutivo, che introduce la possibilità di assolvere l’obbligo di istruzione nei percorsi di apprendistato è esemplarmente rivelatrice degli "animal spirits" che animano il governo Berlusconi. Un provvedimento ha senso innanzi tutto per la sua funzione di narrazione ideologica, per la capacità di suscitare consenso nel proprio blocco sociale di riferimento. E questo indipendentemente dalla sua effettiva praticabilità.
Quando si leggono e si commentano i pareri della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato non bisogna mai dimenticare che si tratta di quel coraggioso organismo che ha inventato la bizzarra teoria secondo la quale il Piano programmatico di cui all’art. 64 della legge 133/08 integra i criteri di delegificazione che la legge delega aveva ignorato. In questo modo ogni esecutivo può espropriare il Parlamento del potere di stabilire se il maestro unico sostituisce tutti i TEAM oppure no o se la scuola dell’infanzia entra nella razionalizzazione oppure no e se si può anticipare l’età delle iscrizioni alla medesima diversamente stabilita dalla legge, oppure come lo stesso Consiglio ha timidamente prospettato, se si può riformare tutta la scuola secondaria superiore senza definire un orientamento culturale e pedagogico...
Ecco i pareri del Consiglio di Stato approvati il 13 gennaio e pervenuti ieri alle Commissioni parlamentari.
