Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio dei Ministri di Venerdì scorso avrebbe affrontato il tema dell'abolizione del valore legale del titolo di studio. Secondo fonti stampa, infatti, l'intervento sarebbe previsto per il decreto semplificazione in discussione nel prossimo consiglio dei ministri.
“Ci chiediamo come il Governo possa pensare di inserire una norma così importante e rivoluzionaria per il nostro sistema universitario nel decreto semplificazione” afferma Luca Spadon portavoce di Link “Come se fosse possibile equiparare una norma sulle liberalizzazioni a una decisione che riguarda noi studenti così da vicino . Soprattutto dato che siamo ancora in attesa di una posizione chiara, da parte del Governo, sul futuro dell'università italiana.”
“Non accettiamo che il dibattito sull'abolizione del valore legale del titolo di studio venga presentato come una necessaria norma tecnica "di semplificazione", perchè essa è più che mai una chiara scelta politica” continuano gli studenti di Link “Con l’abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi master e decine di corsi di specializzazione post-laurea, a discapito di chi con fatica e sacrifici e' riuscito a terminare gli studi universitari, nonostante le enormi lacune del sistema di diritto allo studio.”
Per questo motivo se il governo intende procedere con questa norma troverà certamente gli studenti nelle piazze, pronti a difendere il valore reale del titolo di studio, ormai indebolito da anni di riforme che hanno dequalificato la qualità della formazione dei nostri corsi di laurea e che non si risolve certamente abolendo il valore legale del titolo.
Link – Coordinamento Universitario Nazionale
Il dibattito sui temi della valutazione, che in quest’ultimo periodo sembrava aver subito una battuta d’arresto, riprende timidamente sull’onda di alcuni fatti nuovi di non poca rilevanza. In primo luogo, il Ministro Profumo cita, tra le priorità, la costruzione di un sistema dichiarativo delle scuole accompagnato da processi di autovalutazione. E ancora prima il Presidente Monti, nel suo primo discorso in qualità di Capo del Governo, cita l’Invalsi. La lettera d’intenti dell’Italia all’UE (ottobre 2011), esplicitamente fa riferimento all’accountability delle scuole ed a tre principali filoni di lavoro: risultati, ristrutturazione delle scuole, valorizzazione del ruolo dei docenti. La ricerca Treelle sulla valutazione dei docenti, presentata il 7 dicembre, lancia un modello di apprezzamento delle qualità professionali dei docenti, cha sta suscitando qualche riflessione tra gli addetti ai lavori.