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Chissà se la prossima circolare sulle iscrizioni – la prima dopo la legge 94/2009 sull’immigrazione – scriverà senza ombra di dubbio che il diritto dei ragazzi stranieri ad iscriversi a scuola, a partire da quella per l’infanzia, e ai corsi di istruzione e formazione, non può essere in alcun modo condizionato da un’eventuale condizione di irregolarità, cioè dall’assenza del permesso di soggiorno .
Che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative non devono richiedere né all’atto di iscrizione né in altre circostanze la presentazione del titolo di soggiorno .Che dirigenti e personale non hanno alcun obbligo di segnalare, e anzi non devono proprio farlo, un’irregolarità – sia di ingresso che di permanenza in Italia – che la legge 94 ha recentemente fatto diventare reato: punibile per chi lo commette, e anche per chi non lo denuncia.

È  stato  un anno scolastico difficile, il 2008-2009: il primo della “stagione” Gelmini. Si è parlato molto di scuola, soprattutto nelle prime pagine dei giornali e nei talk show, ma questi discorsi sono stati molto spesso usati contro il “popolo della scuola”.
La scuola ha tenuto le sue posizioni, ma il nuovo anno si presenta ancora più diffici-le. C’è un problema vero di risorse che diminuiscono, ma è in gioco soprattutto il ruolo che si intende attribuire alla scuola nella nostra società. Non basterà un’operazione “no-stalgia”, del tipo: com’era bella la scuola della nostra Repubblica! Le scadenze dei pros-simi saranno da gestire con dignità (urlare non serve), con professionalità (l’approssimazione non paga), utilizzando fino in fondo gli strumenti dell’autonomia.

Esordisco con un promemoria per aiutare gli smemorati. Ricordo che con un semplice articolo, inserito all’ultimo istante, l’art. 4 del decreto legge n. 137/2008 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, meglio noto come Decreto Gelmini, il governo ha reintrodotto la figura del “maestro unico”, azzerando trent’anni di organizzazione e buon funzionamento della scuola elementare.

Il governo ha ottenuto anche alla Camera la sua 36ma fiducia sul maxiemendamento relativo alla manovra di bilancio. Con 321 sì e 270 no e 4 astenuti.
Tra un “refuso” e l’altro, l’allegato che contiene le modifiche apportate in sede di conversione al testo originario, ritocca quasi tutti i 54 articoli.
Sono almeno 300 i commi e gli articoli che vengono emendati, riscritti o abrogati.
Si arriva addirittura ad inserire ben 34 modifiche in un solo articolo (art.14).
 

La vicenda dell’attuazione del Titolo V della Costituzione nella scuola ci fornisce un ulteriore esempio di come in Italia decentramento e federalismo rappresentino solo materia di propaganda politica.

E’ molto singolare che proprio le organizzazioni sindacali, che hanno sollecitato e condiviso le modifiche apportate al Senato all'articolo 9, comma 23, del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78, non si siano preoccupate di chiarire il significato reale di quanto la legge di conversione prevede in materia di blocco degli scatti di carriera di tutto il personale della scuola nel triennio 2010-2012.

Maurizio Tiriticco ha letto Angela Spinelli, “Un’officina di uomini, la scuola del costruttivismo”, Liguori editore, Napoli, 2009.

 

 

 

Desideriamo informarvi brevemente delle iniziative che a seguito dell'Ordinanza del TAR Lazio dello scorso 20 luglio il coordinamento della nostra associazione ha ritenuto opportuno e urgente assumere.

Con le ultime stanche battute degli esami di Stato è calato il sipario sull´anno scolastico 2009/2010. Un anno da archiviare senza ripensamenti? Così in prima battuta. Invece, a una lettura più attenta, è un anno scolastico molto interessante e importante. Il primo vero anno dell´era Gelmini. L´anno della "mirabile" sintesi tra fatti e parole, tra pezzi di riforma attuati nella scuola di base e riforma della secondaria, tutta annunciata per il prossimo anno. Tra i tagli operati quest´anno, che hanno visto la scuola dimagrire di oltre cinquantamila unità, e quelli, altrettanto dolorosi, previsti per il prossimo anno, che sveleranno il vero volto anche della secondaria riformata: una scuola con meno ore e meno materie. Alla fine dell´anno il governo e il ministro portano a casa grandi risparmi, una scuola pubblica ridimensionata, un diritto all´istruzione che non è un diritto assoluto, per parafrasare il più
recente Berlusconi.