La costruzione del Sistema Nazionale di Valutazione e il “pilota automatico”

Gli anni che ci separano dalla decisione di dare vita ad un Sistema Nazionale di Valutazione (DPR 80/2013) sono stati contrassegnati da un processo operativo complesso, intersecato da tensioni politiche e contraddizioni culturali (si pensi alla faticosa integrazione con la Legge 107/2015), che ha comunque prodotto un risultato iniziale importante: è stata costruita una prima componente del SNV, che riguarda la “valutazione delle organizzazioni scolastiche”. Mi riferisco ovviamente al sistema RAV/Piani di Miglioramento/ Nuclei Esterni di Valutazione. Si tratta, quali che siano i rilievi critici che si possono (e si devono…) sviluppare, di un inedito per il nostro sistema di istruzione.

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La banalizzazione della lingua e la qualità del conoscere

Leggo che 600 professori di Università hanno scritto una lettera in cui lamentano la
scarsa conoscenza della lingua italiana che i loro studenti dimostrerebbero nella scrittura
delle tesi di laurea: errori “da terza elementare” di ortografia e sintassi; estrema povertà
lessicale; carenze nel pensiero e nella logica del discorso.

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Discutendo di ammissione all’esame di stato

Una premessa, prima di entrare nel merito; le mie argomentazioni in merito alla valutazione fanno riferimento a professori che sappiano cosa significhi valutare, che conoscano la differenza tra misurare e valutare, a Dirigenti Scolastici che si ricordino di appartenere ad una particolare categoria di dirigenti che richiede, per accedere alla professione, di aver fatto il professore e di operare dentro una organizzazione che ha come scopo principale il successo formativo e la crescita di cittadini onesti e consapevoli.

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Come sassi nell'acqua. La delega l.107 sulla valutazione.

E’ stata varata il 14 u.s. fra le altre l’attesa delega alla legge 107 sulla valutazione . Lo sconcerto è grande. Rispetto alla bozza pubblicata a settembre è scomparso praticamente l’impianto che prevedeva il ripristino possibile delle condizioni per una valutazione formativa su cui da due anni 21 associazioni professionali si sono generosamente spese a partire dalla campagna ’VOTI A PERDERE’ lanciata dal Movimento di cooperazione educativa nel 2015.

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Sui voti a scuola

Mi è stato detto:- Lascia perdere, l’opinione pubblica è per i voti. Non può capire. Ognuno fa riferimento alla propria esperienza scolastica. Siccome tutti sono andati a scuola allora pensano di essere autorizzati  a dire la loro opinione con grande sicumera, anche se il problema è tecnico e molto delicato……”

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